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Delta del Po, controlli antibracconaggio ittico: sequestrati diversi attrezzi illegali

Mercoledì, già alle prime luci dell’alba, sono iniziati i controlli all’antibracconaggio ittico, in zona Delta del Po, da parte dei Militari dell’Arma dei Carabinieri Forestali. Sequestrati diversi attrezzi illegali

I carabinieri, diretti e coordinati dal Tenente Colonnello De Vido, con l’utilizzo di imbarcazioni idonee, ha perlustrato diversi canali e zone lacustri nei quali la pesca risulta vietata. Sono stati, così, sequestrati diversi attrezzi illegali a elevata capacità di cattura o particolarmente distruttivi per la fauna ittica, intrappolati all’interno dei quali a volte si sono rinvenuti esemplari di fauna migratoria, vivi o morti, alcuni dei quali anche particolarmente protetti, come una volpoca. (continua a leggere dopo la gallery)

L’intervento è stato eseguito da una ventina di operatori in divisa con l’impiego di cinque natanti, mentre da terra è stato garantito il giusto supporto operativo da parte di ulteriori unità mobili.

Le operazioni antibracconaggio ittico a Porto Tolle

In particolare, nel comune di Porto Tolle, lungo l’asta del fiume Po di Venezia e nei rami del Po di Maistra e Po di Tolle, all’interno delle aree golenali, i carabinieri hanno trovato attrezzi da pesca privi del contrassegno di riconoscimento. Si tratta di un insieme di tre bertovelli (cogolli) disposti ad “y”, dai quali si dispiegava una rete da pesca di 15 metri circa, agganciata alla riva e dotata di galleggianti che la tenevano a filo d’acqua. L’uso di questo tipo di attrezzatura è però vietato, ai sensi dell’art. 12 comma 4 e 10, art. 17 comma 2 del Regolamento Regionale per la pesca n. 6/2018 della Regione Veneto, e sanzionato dall’ art. 40 comma 2 lett e) ed f) della Legge 154/2016.

La collaborazione con la Regione

I controlli si sono svolti in piena sinergia e collaborazione con la Regione Veneto, presente il dr. Fregolent della Direzione Agroambiente, programmazione e gestione ittica e faunistico venatoria, con la quale tra l’altro sta per essere prorogata la Convenzione di collaborazione in materia di tutela dell’ambiente, la Polizia Provinciale di Rovigo, la Federazione Italiana Pesca Sportiva.

Fondamentale l’apporto tecnico da parte del Parco Regionale Delta del Po, presente il Funzionario Marco Gottardi, e del Consorzio di Bonifica Delta del Po. Inoltre, le amministrazioni intervenute hanno messo a disposizione materiale tecnico, quali droni con termocamera, gps di ultima generazione, e natanti all’uopo predisposti.

Il materiale sequestrato

L’operazione si è conclusa nel tardo pomeriggio con il recupero di tutto il  materiale posto sotto sequestro, per un totale di  29 attrezzi da pesca non consentiti. Le attività continueranno anche nei prossimi giorni su tutta l’area deltizia.

Le dichiarazioni dell’assessore regionale Corazzari

“Il costante presidio degli organi di vigilanza, – ha commentato, con soddisfazione, l’operazione dei militari l’Assessore regionale alla Pesca, Cristiano Corazzari – unitamente alle segnalazioni dei pescatori, rappresentano il giusto sistema di prevenzione e repressione contro la pesca di frodo”. “Abbiamo bisogno di “sentinelle” che aiutino e allertino le forze dell’ordine – ha aggiunto – perché questi atteggiamenti vengano stroncati sul nascere. Ringrazio quanti hanno contribuito al successo della operazione come i militari dei Carabinieri Forestali, il personale della Polizia Provinciale di Rovigo e le Guardie Volontarie Ittiche della FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee)”.

“Sono convinto – ha concluso l’Assessore Corazzari – che l’attività di indagine delle Forze dell’ordine possa riservare ancora numerose “sorprese” ai danni degli esecutori materiali di questo tentato scempio contro la natura. La Regione del Veneto, in particolare con l’Assessorato alla Pesca, promuoverà analoghe operazioni su tutto il territorio regionale”.

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