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Monselice, Tari in aumento e Pef “scomparso”: è polemica

In una nota, le minoranze sottolineano i ritardi nella gestione del Pef (Piano economico finanziario) e l’aumento della Tari a Monselice

Monselice

Dopo l’approvazione da parte della maggioranza del canone per l’occupazione di suolo pubblico per le attività no profit, è la Tari a essere al centro di una nuova polemica a Monselice. Una questione, quella sulla gestione della tassa sui rifiuti, che ha sollevato non poche riflessioni all’interno delle opposizioni.

L’antefatto

L’antefatto risale alla fine dello scorso anno quando, durante il consiglio comunale, era stata presentata la bozza del Pef in cui veniva prospettato un aumento di più di 300mila euro rispetto al Pef del 2019. La procedura per l’adozione di questo documento è gestita da Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente che è anche responsabile di indicare il metodo tariffario del servizio integrato di gestione dei rifiuti.

La bozza trasmessa in ritardo

“Il gestore del servizio, nel nostro caso SESA srl, doveva trasmettere in tempo utile all’Ente territorialmente competente, ad oggi per noi il Consorzio Padova Sud (Cps), una proposta grezza del Pef. Il Cps doveva validare il documento dopo averne accertata la completezza, la coerenza, nonché la correttezza dei dati e trasmetterlo ad Arera” hanno ricordato i consiglieri. “Dagli atti messi a disposizione, tuttavia, è emerso che la bozza grezza è stata trasmessa da SESA in ritardo e che il CPS non ha garantito la validazione in tempo utile”. Di qui l’impossibilità di una convalida regolare del Piano Economico Finanziario durante il consiglio in chiusura d’anno con conseguente trasmissione al Consorzio di una mera presa d’atto che necessitava di una ulteriore e definitiva approvazione.

Oltre al Pef, la liquidazione dei Consorzi Padova Tre e Quattro

“Ebbene, dopo quasi due mesi non è ancora nota la stesura finale di questo Pef” hanno precisato Biscaro, Giuliani, Miazzi e Muttoni. Un Pef “scomparso” a cui si aggiunge un ulteriore problema: la liquidazione dei Consorzi Padova Tre e Quattro. “Senza la liquidazione dei due menzionati Consorzi obbligatori, il nuovo ente competente istituito dalla Regione, ossia il Consiglio di Bacino Padova Sud, non può avviare la propria attività” si legge nella nota delle minoranze “con tutti i connessi danni di cattiva gestione del servizio rifiuti nel nostro territorio”.

La minoranza: “Incomprensibile il silenzio dei nostri amministratori locali”

“Le responsabilità della Regione Veneto in questa vicenda sono evidenti. Resta, però, incomprensibile il silenzio dei nostri amministratori locali e la loro difesa a spada tratta di un organismo come il CPS” hanno concluso “L’amministrazione Comunale di Monselice fino a quando pensa di tenere la testa sotto la sabbia e subire questa inerzia del CPS? E il Consiglio Comunale di Monselice quando e come sarà coinvolto? Solo quando arriveranno gli aumenti delle tariffe per i cittadini, volti a sanare il debito milionario accumulato in questi anni?”.

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