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Padova, Comuni uniti nella lotta all’inquinamento

Lotta all’inquinamento atmosferico, Comuni della provincia di Padova uniti. Al via le misure straordinarie

Inquinamento

Al via le misure straordinarie previste per contrastare l’inquinamento atmosferico. I dettagli sono stati discussi nel Tavolo tecnico zonale provinciale coordinato dalla Provincia di Padova, convocato per spiegare ai Comuni cosa cambierà con il nuovo provvedimento varato dalla Regione Veneto per intervenire sulla qualità dell’aria. “E’ in gioco la qualità della vita e la nostra salute – ha spiegato il presidente Fabio Bui – sull’inquinamento dobbiamo lottare uniti perché abbiamo il compito di consegnare alle generazioni future un territorio sano e meno inquinato. Servono azioni strutturali che, come Provincia, abbiamo sempre cercato di coordinare e ora è arrivato il momento di agire in maniera univoca e forte”.

Miotti: “Un pacchetto di misure straordinarie”

“Si tratta di un pacchetto di misure straordinarie – ha aggiunto il Consigliere provinciale all’Ambiente Fabio Miotti – che la Regione Veneto, a seguito di un più ampio coordinamento con le quattro Regioni del nord del bacino padano, ha approvato dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea.

Lo scorso 10 novembre 2020, infatti, a livello europeo è stata aperta una procedura di infrazione per violazione sistematica e continuativa dei limiti di Pm10. Il Veneto è interessato per quanto riguarda il superamento giornaliero tra gli anni 2008 e 2017. Come Provincia abbiamo ritenuto di informare i Comuni sul contenuto della delibera regionale, rispondere alle domande e dare supporto ai sindaci che dovranno ora emettere le relative ordinanze”.

Le misure

Il nuovo pacchetto di misure anti inquinamento contenute nella delibera regionale riguarderà le principali fonti di inquinamento che incidono sulla qualità dell’aria: trasporti, riscaldamento, agricoltura. Per tutti i settori sono previsti divieti e incentivi economici in modo da poter ridurre del 38% le emissioni di pm10 primario (prodotto principalmente dalla combustione di biomasse), del 39% gli ossidi di azoto (derivanti in prevalenza dal sistema di trasporto pubblico e privato), del 22% l’ammoniaca rilasciata soprattutto dalle attività agricole. (m.t.)

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