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Polesine, parco agro-fotovoltaico: “Necessaria una valutazione complessiva”

Polesine. “Riteniamo che ricoprire la Pianura Padana di pannelli fotovoltaici non ci darà l’autonomia energetica, ma sicuramente può contribuire a farci diventare ancor più dipendenti da altri Paesi sul piano alimentare” ha scritto la lista civica Silvia Menon in un comunicato stampa.

Fotovoltaico

“Siamo di fronte a tante richieste di fotovoltaico da parte di privati – ha continuato il gruppo – e le autorità competenti sono in fase di approvazione. Interventi molto estesi in Polesine e nel resto del Veneto, Rovigo compresa. Ma, a maggior ragione nel 2021, non possiamo pensare che le scelte del singolo riguardino solo lui, sappiamo ormai che hanno un impatto sull’ambiente e sulla collettività. Occorre quindi una valutazione complessiva, che non restringa il campo ai conti del proprietario del terreno o dei gestori ma ai conti della collettività in ambito economico, sociale e ambientale”.

Lista civica Menon: “Un tema che si presta ad essere strumentalizzato”

“Il tema energetico – ha sottolineato la lista – è complesso e si presta molto bene ad essere strumentalizzato. Non può essere che l’alternativa ad inquinare l’aria attraverso le emissioni di CO2 possa essere esclusivamente la copertura di terreno agricolo con pannelli fotovoltaici. Per quanto si cerchi di sottolinearne gli impatti positivi sulla redditività dei contadini, sulla produzione agricola che, pur mutando, è comunque funzionale all’uomo, sugli aspetti di libera iniziativa, la percezione che si ha quando si passa a fianco di un parco agro-fotovoltaico è che ci sia qualcosa che non funzioni, qualcosa di sbagliato”.

Gruppo Menon: “Una tecnologia non ancora matura”

Il gruppo ha poi precisato: “Non si tratta di essere antimodernisti o antitecnologici, anzi. Riteniamo che la tecnologia non sia ancora abbastanza matura per un utilizzo così esteso. Dei primi impianti fotovoltaici, dei costi di smaltimento, dei problemi e delle rese cominciamo ad averne accortezza solo oggi. Tecnologie nuove si stanno affacciando alla finestra. Si pensi alla ‘tegola fotovoltaica’ pronta ad essere commercializzata su ampia scala e prodotta da Tesla fin dal 2017, e a come questo utilizzo possa cambiare la produzione di energia nel prossimo decennio”.

Fotovoltaico nelle aree in disuso: la proposta

In definitiva, “ciò che auspichiamo e ciò su cui ci batteremo come forza politica – hanno precisato dalla lista – è che la collocazione di impianti fotovoltaici nel nostro territorio possa essere indirizzata il più possibile in aree in disuso, salvaguardando quelle agricole. Esistono aree a vocazione industriale nel nostro comune (ad esempio, l’interporto) che probabilmente industria non vedranno più. Quelle potrebbero essere in primis le aree da prendere in considerazione per la realizzazione di parchi fotovoltaici”.

L’anima verde della lista civica Menon

Pur consapevoli che le autorizzazioni non dipendono dalla volontà comunale, i rappresentanti della lista civica hanno concluso: “Non ci stancheremo mai di difendere il nostro territorio ed il suo habitat da una politica troppo spesso debole e poco lungimirante davanti a progetti di investimento con ‘sedicenti’ ricadute sul territorio, che alla fine si sono rivelate, guarda caso, l’ennesimo esempio del detto ‘tanto paga Pantalone'”.

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