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Polesine, vaccini: “Con nuove dosi possibile raggiungere l’immunità di gregge già in estate”

Con un imponente arrivo di nuove dosi, il Polesine potrebbe raggiungere l’immunità di gregge già in estate. Lo afferma Francesco Noce, presidente provinciale e regionale dell’Ordine dei Medici

Francesco Noce
Francesco Noce

L’arrivo di Johnson&Johnson, previsto per fine mese, potrebbe dare un’ulteriore accelerata alla campagna, che prosegue anche grazie all’apertura di centri vaccinali di prossimità. È grande l’impegno dei 160 medici di famiglia della provincia, che si sono messi a disposizione per effettuare le inoculazioni.

Vaccini, Noce: “Medici di base già operativi ad Adria e non solo”

“I medici di base sono già operativi ad Adria – spiega Francesco Noce, presidente regionale dell’Ordine – e partiranno a breve anche in un altro comune del basso Polesine. L’adesione è stata massiccia, la maggior parte ha optato per somministrare le dosi nei centri vaccinali dell’azienda o in strutture messe a disposizione dai sindaci. Negli ambulatori è molto difficile garantire il distanziamento, bisognerebbe limitare significativamente il numero di vaccinazioni al giorno. La mole di lavoro è tanta, basta pensare che una medicina di gruppo ha ricevuto 4mila telefonate in cinque giorni. La burocrazia sta aumentando, anche perché è necessario fare lo screening ai pazienti per verificare se rientrano nella categorie fragili che hanno la priorità per il vaccino. A volte il nuovo portale della Regione non funziona, quindi molti si presentano dal medico chiedendo assistenza per prenotare la vaccinazione, anche perché il numero verde è spesso occupato”.

Polesine, vaccini: “Dosi con il contagocce, servono spazi più grandi”

“Le dosi arrivano col contagocce – prosegue il presidente Noce -. La medicina di gruppo di Adria ha già iniziato a somministrare le dosi nel centro vaccinale, l’adesione è pressoché totale. I 160 medici di famiglia polesani sono pronti, attendono solo dosi e spazi idonei a somministarle. Da inizio aprile la campagna è aperta anche a over 70 e persone fragili. La medicina territoriale è vitale per il Polesine, dove la maggior parte della popolazione vive in piccoli comuni, distanti l’uno dall’altro. Il nuovo centro vaccinale di Occhiobello va in questa direzione: essere il più vicino possibile alle persone. Per fare una massiccia campagna occorrono grandi spazi, che dovranno essere opportunamente adeguati. Quando si passerà alla vaccinazione di massa sarà necessario aprire nuovi centri vaccinali”.

Polesine, vaccini: dal 19 aprile arriva Johnson&Johnson

“Il 19 aprile – continua il presidente dell’Ordine dei Medici del Veneto – dovrebbe arrivare in Italia il vaccino di Johnson & Johnson. Considerando i tempi tecnici, è probabile che a fine mese inizi a essere somministrato in Polesine. Essendo necessaria una sola dose, quindi senza richiamo, J&J renderà più veloce la campagna. L’aspettativa è buona, ma siamo in balia del numero effettivo di dosi a disposizione. Per quanto riguarda medici e infermieri c’è tutta la forza vaccinale, anche senza dover coinvolgere farmacisti e dentisti. Viceversa sarà necessario personale per raccogliere i certificati anamnestici e monitorare chi va in sala d’attesa dopo l’inoculazione. Andrà potenziata tutta la macchina organizzativa. Con l’arrivo di tante nuove dosi, per l’estate il Polesine avrà già raggiunto l’immunità di gregge”.

Giacomo Capovilla

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