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Porto Tolle contro le trivelle in mare: “Necessario un fronte univoco”

A Porto Tolle, in consiglio comunale, la maggioranza fa fronte comune contro le trivelle in mare e chiede al Governo di non rilasciare nuove autorizzazioni

Trivelle in mare

Il Comune di Porto Tolle si schiera contro le trivelle in mare e si impegna “ad instaurare con i sindaci del Comprensorio del Consorzio di Bonifica Delta Po Adige un fronte univoco nell’affrontare questa problematica”, come si legge nell’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, che si terrà domani.

L’appello al Governo

Inoltre, l’amministrazione chiede al Governo di “non rilasciare nuove autorizzazioni relative alle attività di prospezione, ricerca, e coltivazione di idrocarburi in mare e a terra, non dare seguito ai procedimenti in corso di istruttoria e sospendere ogni documento in itinere”.

L’appello al Governo include anche la richiesta di “una legge speciale che permetta di far fronte in modo continuativo finanziariamente alla sicurezza idraulica del Delta Polesano, perché essa non gravi unicamente sugli abitanti del luogo”. Ma l’amminitrazione comunale di Porto Tolle non si limita a questo: chiede l’intervento del Prefetto per garantire il “benessere presente e futuro della popolazione” ed esorta la Regione “perché ponga in essere tutte le azioni atte ad impedire nuovi insediamenti di piattaforme estrattive, che possano ledere l’equilibrio di un territorio già fragile come quello del Delta del Po”.

La posizione netta del Comune di Porto Tolle

Una posizione netta, insomma, quella del Comune di Porto Tolle rispetto alle trivellazioni in mare per l’estrazione di gas naturali, in particolare a seguito del via libera dal Ministero per la Transizione Ecologica per la valutazione dell’impatto ambientale di 11 nuovi pozzi, di cui uno, denominato Teodorico, proprio di fronte alle nostre coste.

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