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Ulss 3, vaccino: un drive-in e mezzi mobili per raggiungere le zone periferiche

L’Ulss 3 sta lavorando a un possibile drive-in e all’allestimento di mezzi mobili per la somministrazione del vaccino nelle aree più periferiche della provincia di Venezia

Vaccino

Tra gli obiettivi dell’Ulss 3 (Venezia), in questo momento, ci sono i cosiddetti “centri di vaccinazione periferici”. Ad annunciarlo il dg Edgardo Contato, che ha precisato: “A Mira stiamo lavorando a un possibile drive-in, da realizzare nel giro di una decina di giorni, e ci stiamo attrezzando con due mezzi mobili per collocare altri punti vaccinazioni in luoghi decentrati in cui c’è necessità di avvicinarsi alla popolazione, un po’ come è stato fatto con il vaporetto vaccinale”.

L’area per il drive-in

L’area individuata per il drive-in si trova a Mira. Nello specifico, “si tratta del piazzale di interscambio della metropolitana superficie, un progetto mai realizzato. Una zona vicina sia all’autostrada che alla Riviera del Brenta, baricentrica e al contempo poco utilizzata” ha spiegato il dottor Vittorio Selle. Il drive-in, così come i mezzi mobili, svolgeranno un’azione complementare rispetto agli hub.

Insomma, “un’area recuperata ai fini del bene della comunità, come è stato per il PalaExpo di Venezia, perché il covid è anche questo: ci consente di guardare le cose in modo diverso” ha aggiunto Contato.

L’andamento della campagna vaccinale nel territorio dell’Ulss 3

In quanto all’andamento della campagna vaccinale, il dottor Selle ha subito precisato: “Stiamo andando sulla linea del piano vaccinale nazionale, seguiamo quindi una logica molto scrupolosa”. Per questo, per i circa 15-16.000 lavoratori essenziali, per lo più insegnanti, i vaccini sono al momento bloccati.

Inoltre, l’Ulss ha già vaccinato il 40% dei fragili e, senza ritardi nella consegna delle dosi, spera di riuscire a vaccinare tutti gli over 70 nel giro di un mese circa, indicativamente entro metà maggio.

Per quanto riguarda gli allettati, da vaccinare a domicilio, l’Ulss vorrebbe chiudere entro il 22 aprile, quando arriveranno i vaccini per la settimana successiva.

La vaccinazione dei dipendenti

Infine, anche per i dipendenti l’Ulss 3 sta seguendo gli step previsti dal Governo. “Lavoriamo con circa il 15% dei non vaccinati – ha affermato il dg -, ma ricordiamo che ci sono persone con situazioni contingenti che non consentono loro di essere temporaneamente vaccinati, altre con patologie che impediscono la vaccinazione e poi c’è chi ha avuto la malattia. Al momento, stiamo riservato circa mille dosi di Pfizer per questa popolazione”.

“Direi che, alla fine, – ha concluso – la quota di soggetti che non vorranno vaccinarsi, per una convinzione che io comunque non ritengo eticamente corretta, sarà ridotta. Prendersi cura delle persone vuol dire anche che non si può essere potenziale veicolo di trasmissione del virus”.

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