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Un circuito turistico tra Quinto, Istrana e Morgano: al via il progetto “Marchio d’area alto Sile”

Un circuito turistico tra la pala del Lotto e l’Oasi Cervara a Quinto, la Rotonda di Badoere e villa Lattes a Istrana? In questo momento sembra impossibile. L’emergenza coronavirus ha ridotto il turismo ai minimi termini. Ma a Quinto si guarda avanti.

Sile

La giunta del sindaco di Quinto, Stefania Sartori, ha appena rilanciato il progetto del “Marchio d’area alto Sile”. Sembrava che l’idea fosse stata accantonata a causa dell’epidemia. E invece si torna a puntare sul turismo nella speranza di mettersi l’emergenza sanitaria alle spalle il più in fretta possibile. I soldi ci sono.

Un progetto già finanziato

Il marchio per rilanciare il turismo nei territori attraversati dal Sile è già finanziato per almeno 30mila euro, in buona parte messi sul piatto dall’Ogd Città d’arte e ville venete del territorio trevigiano. Non è un tesoretto, ma se non altro rappresenta un punto di ripartenza.

Gli obiettivi dell’inziativa

“L’iniziativa è utile a valorizzare ulteriormente le potenzialità turistiche del territorio in cui il nostro comune è inserito”, spiegano dal municipio. Sì, perché non c’è solo Quinto. Il marchio rappresenta di fatto un “governo” per il turismo nell’alto Sile. Cinque municipi, Morgano, Quinto, Istrana, Vedelago e Piombino Dese (Padova), hanno deciso di unire le forze per sviluppare un programma unico per la promozione delle bellezze naturali, delle opere d’arte e delle prelibatezze che offre il territorio. Ai tesori di Quinto, Morgano e Istrana si potranno aggiungere anche le sorgenti del Sile a Vedelago e la storica villa Marcello a Piombino Dese. Questo solo citare alcuni esempi. L’unico limite è la fantasia.

Un piano regolatore turistico integrato

Non appena si potrà, in sostanza, i Comuni andranno a definire un piano regolatore turistico integrato. Senza concorrenza interna, ma con l’obiettivo della condivisione. E andranno a braccetto anche a caccia di fondi ad hoc. Le ipotesi di lavoro non mancano. Tra le altre cose, si pensa alla possibilità di creare dei pacchetti turistici in base agli eventi in programma fino all’idea di organizzare un servizio di trasporto coordinato dei turisti nei giorni festivi. Ma anche semplicemente all’opportunità di realizzare delle brochure e dei cartelli con la stessa linea. Così come un’applicazione per smartphone e tablet dedicata espressamente a questi cinque comuni. Il tutto in collaborazione con le associazioni di categoria, il mondo dell’agricoltura e dell’artigianato, le Pro Loco e chi più ne ha più ne metta. La speranza è di veder sparire l’epidemia il prima possibile. Poi si ripartirà anche da qui.

Mauro Favaro

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