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Università degli Studi di Padova: l’inaugurazione del 799° Anno Accademico

La cerimonia dell’Ateneo patavino dopo un anno di Covid si lega alle parole di Marchesi nel ‘43: “Resistere”

77 anni dopo, si apre nuovamente con le parole di Concetto Marchesi il 799 esimo Anno Accademico. Stavolta, però, a gettare la società e la ricerca libere nel baratro non è stato il fascismo, bensì la pandemia.

Il Magnifico Rettore Rosario Rizzuto, alla chiusura del suo mandato, le ha fatte risuonare ancora una volta tra le mura dell’Aula Magna di Palazzo Bo, non più gremita come è solita essere ma il Covid non è riuscito a condizionare l’emozione che le sue parole hanno suscitato: “In questo giorno 16 aprile 2021, in nome di questa Italia dei lavoratori, degli artisti, degli scienziati, io dichiaro aperto il 799° Anno Accademico dell’Università padovana” a cui sono seguiti 4 minuti di applausi con le Autorità Accademiche a tributarlo alzandosi in piedi.

I Traguardi e i numeri dell’ateneo sono poi stati ripresi dalle autorità invitate in maniera telematica: la Presidente del Senato Elisabetta Casellati, la Ministra Maria Cristina Messa, il Premier Mario Draghi (che qui insegnò macroeconomia nel ‘76) il presidente del Veneto Zaia, il presidente della CRUI Ferruccio Resta e, ovviamente, il Sindaco di Padova Sergio Giordani.

Quest’ultimo, dopo essersi complimentato per i traguardi raggiunti insieme, ha sottolineato il rapporto simbiotico che lega Padova e Università: “L’una non può fare a meno dell’altra e i destini di entrambe sono intrecciati” ribadendo come, alla vigilia degli otto secoli di vita dell’Ateneo, l’intera città si trovi in condizione di ripensare e progettare il proprio futuro “Futuro che passa attraverso la collaborazione e la logica del fare rete […] Padova cresce e vince unita”.

In un’Aula Magna a platea ridotta, solo le autorità accademiche presenti a causa del numero contingentato, risuonano forti le parole di Emma Ruzzon, Presidente del Consiglio degli Studenti. Un discorso ampio e profondo a rappresentare tutta la comunità studentesca patavina: “Da più di un anno ci troviamo in Didattica a distanza tra solitudine ed esclusione, dal Governo alla Regione nessun sostegno, se doveva andare tutto bene, tutto è peggio di prima” concludendo poi rivolgendosi alla comunità studentesca ed incitandola “noi come Patrick Zaki, per il quale chiediamo libertà, continuiamo a Resistere”

Emilia Milan

 

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