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Vicenza, i lavori alla Sala del commiato in cimitero in ritardo di quasi mille giorni

Rolando e Marobin: “Continua a essere negato ai cittadini il diritto a una dignitosa cerimonia civile”

La situazione del cantiere ancora aperto al cimitero per la “Sala del commiato”

L’opposizione di centrosinistra martella ancora l’amministrazione sulla vicenda della Sala del commiato. “Lavori eterni”, commentano in un’interrogazione Giovanni Rolando e Alessandra Marobin- “Sono trascorsi oltre tre anni dalla data di consegna dei lavori, inutilmente. Continua a essere negato ai cittadini e alle loro famiglie il diritto a una dignitosa cerimonia civile del commiato dai loro cari”.

I due consiglieri fanno notare che dopo un sopralluogo effettuato tre giorni fa al Cimitero Maggiore, hanno constatato “ancora una volta, che il cantiere lavori per la ultimazione dell’edificio Sala del Commiato, ubicato all’angolo dell’area parcheggio con via Bardella, di fronte alla chiesa del Cimitero, risulta non attivato; l’edificio in questione si presenta sui quattro lati circondato da sterpaglie, rifiuti, reti e teli a brandelli”.

 “Com’è possibile che una situazione del genere si verifichi a Vicenza, per un’opera non certo di difficile realizzazione?”

Alessandra Marobin, consigliera d’opposizione del Pd a palazzo Trissino

Inoltre – proseguono – sul tabellone ufficiale dei lavori esposto all’angolo di Via Bardella, si legge che la “consegna lavori è avvenuta il 10 Aprile 2018 con la data di ultimazione lavori fissata contrattualmente in 210 giorni”. Cioè a novembre 2018.  Trattandosi, val la pena ricordare, di una struttura di recupero e dismessa da un manufatto precedente, smontato da piazza delle Erbe”.

“Dalla consegna dei lavori – sottolineano Rolando e Marobin – sono trascorsi 1100 giorni, tempo quintuplicato rispetto a quello programmato senza che si intraveda la fine del lavoro”.

I due consiglieri di opposizione sottolineano che “il doveroso servizio pubblico per i cittadini e famiglie da svolgersi nella Sala del Commiato appare perciò lungi dal potersi svolgere; vuoi per la non conclusione dell’impiantistica interna al manufatto ed arredo, vuoi per la mancata realizzazione dei lavori esterni per l’area adibita al trasporto delle salme con la sosta dei furgoni funebri; vuoi, inoltre, per la non realizzazione delle opere di perimetrazione esterna di tutta l’area interessata, ubicata di fronte alla chiesa del Cimitero Maggiore”.

Rolando e Marobin domandano quindi al sindaco: com’è possibile che questo ritardo gigantesco accada in città capoluogo come Vicenza, per un’opera pubblica non certo di difficile realizzazione? In quale data certa sarà in funzione ed usufruibile dai famigliari e conoscenti dei deceduti?

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