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Zaia e Giordani: “Facciamo squadra per costruire il futuro della sanità veneta”

L’intervista doppia. Il presidente della Regione e il sindaco della città a confronto sul nuovo polo della salute di Padova

L’ultima buona notizia in ordine di tempo è l’autorizzazione all’avvio della progettazione. Un via libera da parte della Commissione Regionale Investimenti in Tecnologia ed Edilizia (CRITE) che vale quasi quanto la posa di una prima pietra, per il nuovo ospedale che nascerà a est della città. Dopo che un anno fa è stato firmato l’accordo di programma del doppio polo della salute, il mese scorso è stato formalizzato l’importantissimo passo avanti, con l’approvazione da parte della giunta di Palazzo Balbi della delibera non solo con la formulazione della commissione per la nuova struttura, ma soprattutto con un finanziamento di 4,2 milioni di euro per il bando di progettazione. Insomma, i sogni cominciano a diventare realtà.

Le domande

√ 1 – Qual è il valore simbolico e quale quello politico della costruzione di un nuovo ospedale in un momento così particolare come quello che stiamo vivendo?

√ 2 – Sanità, università, ricerca, economia del territorio: Padova è un modello per tutto il Veneto?

√ 3 – Quali sono i punti forti di questo progetto che convinceranno anche i più critici e i più scettici?

√ 4 – Com’è il rapporto tra Regione del Veneto e Comune di Padova?

Per il governatore si tratta di un progetto che è un forte simbolo di ripresa e di lungimiranza. Per il primo cittadino è un modo di procedere che mette al centro i fatti e non le diatribe politiche

Luca Zaia – “Da più di un anno stiamo affrontando contro il Covid quella che probabilmente è la più grande battaglia che la sanità pubblica si sia mai trovata a combattere. Ma non abbiamo smesso di pensare al futuro della sanità veneta, continuando a lavorare verso la realizzazione del nuovo Policlinico di Padova. Un
forte simbolo di ripresa e di lungimiranza. La politica, dove c’è da lavorare nell’interesse della gente, più lontano sta, meglio è. Il significato politico di questa impresa è che la politica si può lasciare fuori per fare squadra uniti verso un obbiettivo. In questo caso le Istituzioni tutte, senza distinguo hanno saputo farlo. Una buona pratica che in Veneto non è nuova, ma andrebbe insegnata a livello nazionale”.

Luca Zaia – “Non solo per il Veneto, ma per l’Italia e anche a livello internazionale. Sia chiaro, un’impresa come quella che si sta realizzando al Giustinianeo e a Padova Est non può essere replicata in ogni dove, ma la scelta di realizzare tutte le altissime specialità in un contesto dove sanità pubblica e Università collaborano fianco a fianco è quella giusta, dotando il territorio di ospedali altrettanto validi, tarati sulle esigenze della popolazione residente, come sarà il nuovo Giustinianeo, l’ospedale dei padovani”.

Luca Zaia – “Direi la struttura ultramoderna, anche dal punto di vista tecnologico e le professionalità eccelse che la utilizzeranno. Sanità, università, ricerca ed economia del territorio sono un modello virtuoso, così come virtuosa è la ricerca dei finanziamenti, che spazia a 360 gradi. La soluzione migliore, però, non la deciderà la politica, ma il lavoro di un advisor altamente specializzato, che dovrà indicare la scelta più adatta, più pratica, meno costosa.

I punti forti sono tanti: basti pensare che nella sua conformazione finale, il nuovo Ospedale avrà 1.732 posti letto complessivi su due sedi: 963 nel nuovo manufatto e 769 all’attuale Giustinianeo, dei quali 50 di ospedale di Comunità.

Il costo complessivo è stimato in 590 milioni 511 mila 600 euro, dei quali 481 milioni 692 mila 600 euro relativi all’importo di progetto e 108 milioni 819 mila euro per il costo di attrezzature e arredi. Le spese di progettazione ammontano a 44 milioni 765 mila 053,40 euro Iva compresa. Secondo il modello progettuale, il nuovo Ospedale avrà cinque categorie di attività: assistenziale, di formazione, di didattica, di ricerca, di trasferimento tecnologico. Le aree di progetto prevedono 391 posti letto per le degenze mediche, 432 posti per quelle chirurgiche, 90 posti di terapia intensi- va. Un gigante buono”.

Luca Zaia – “Come ho detto prima, abbiamo saputo fare squadra nell’impresa del nuovo ospedale, pur essendo le due amministrazioni di colore diverso. Siamo un esempio di collaborazione istituzionale che ha saputo abbattere gli steccati politici. Il rapporto è quindi leale e proficuo”.

La parola al sindaco di Padova Sergio Giordani

Sergio Giordani – “Il nuovo doppio polo della salute di Padova è frutto di uno sforzo e di una scelta che le Istituzioni hanno saputo compiere in piena armonia e nel bel mezzo di una pandemia mondiale. Penso non ci fosse modo migliore per riconoscere il grande ruolo della scienza, dei medici, del personale sanitario. A me pare
il simbolo di un modo di procedere che mette al centro i fatti per la gente e non le diatribe
politiche. Padova attendeva da tempo quest’opera perché Padova vuole curare i suoi cittadini nelle migliori strutture e con le migliori tecnologie ma soprattutto perché qui è nata la medicina moderna e questo progetto segna un nuovo inizio per tutta la comunità. Un nuovo inizio fondato sul benessere, sulla salute pubblica e per tutti e sull’eccellenza indiscussa della nostra scuola medica. Personalmente aver mantenuto la mia parola coi miei concittadini è una soddisfazione importante. Le persone chiedono al pubblico decisioni non litigi, penso che siamo riusciti a dare loro una forte e positiva risposta.

Sergio Giordani – “Con questo progetto Padova può diventare un esempio per tutto il mondo non solo per tutto il Veneto. Cura e ricerca ai massimi livelli totalmente sostenute dal pubblico e sviluppate in continuità con l’attività della nostra Università. Il risultato finale? Ognuno a Padova potrà godere delle più innovative cure mediche in un sistema che non distingue tra il ricco e il povero. Non solo, la nostra città diventerà una delle capitali europee della medicina e delle bioscienze, questo porterà benessere e nuove frontiere di sviluppo sostenibile. Quindi non solo modello, ma Padova sarà una locomotiva per tutto il nordest a partire da questo nuovo grande progetto”.

Sergio Giordani – “E’ un progetto che non solo salva il Polo Giustinianeo del centro ma lo rinnova completamente. I Padovani conoscono l’importanza di questo presidio e volevano restasse rigenerato, me lo chiedevano e un Sindaco non deve ignorare le esigenze della sua gente. L’ospedale dei padovani quindi resterà e sarà molto moderno, con una nuova torre delle emergenze e un nuovissimo grande pronto soccorso all’avanguardia.

Inoltre nell’ala est dove oggi sorge un caos di palazzine sovrastanti le mura a spese della Regione bonificheremo tutto e sorgerà un bellissimo parco a beneficio di tutti i cittadini e che renderà più fruibile il bastione nella sua bellezza. L’ospedale del centro sarà inoltre raggiunto dal tram e avrà finalmente ampli parcheggi. A questo si aggiunge sempre in centro il nuovo polo della mamma e del bambino sarà una struttura moderna che darà a tutti i genitori le migliori cure per i loro bambini finalmente dentro strutture adeguate e spaziose. Oggi la situazione non è sostenibile e gli spazi angusti aumentano la sofferenza di piccoli pazienti e familiari, procedere in fretta è una necessità. Capisco le critiche di alcune associazioni e le rispetto ma questo progetto non poteva aspettare altri 8 anni”.

Sergio Giordani – “Di totale collaborazione, Zaia è stato leale con me io sono stato leale con Zaia, così continueremo. Chi pensa di amministrare la cosa pubblica mettendo prima la parte politica e poi l’interesse della gente può cambiare mestiere. Noi non lo abbiamo fatto e i risultati sono arrivati, nella collaborazione”.

Sara Salin

 

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