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Bagnoli di Sopra: giovani e Covid, a caccia di idee per favorire la coesione sociale

Bagnoli di Sopra, i risultati dello studio condotto dall’Università di Padova con il Comune “Giovani e Covid, a caccia di idee per favorire la coesione sociale”

I risultati dello studio condotto dall’Università di Padova con il Comune di Bagnoli di Sopra
I risultati dello studio condotto dall’Università di Padova con il Comune di Bagnoli di Sopra

Lavorare sulla coesione sociale e sulla “tenuta” della comunità, partendo dai giovani, per affrontare l’emergenza in tempo di Covid. Trovare strumenti e modalità per “fare squadra” di fronte alla pandemia e ai suoi effetti sulla vita quotidiana. Questa la sfida lanciata con il progetto “Giovani e Covid-19: Ri-partire Coesi” frutto della collaborazione fra il Comune di Bagnoli e l’Università degli Studi di Padova. Conclusa la fase di ricerca ora è tempo di lanciare delle proposte operative. Lo studio aveva l’obiettivo di indagare come la comunità di Bagnoli di Sopra, con un focus sui giovani dai 6 anni ai 30 anni, sta vivendo questo periodo emergenziale.

Università di Padova e Comune di Bagnoli uniti in un progetto di ricerca

Il progetto si è strutturato in una fase di ricerca, attraverso la somministrazione dei protocolli di indagine, e di intervento, organizzando incontri con la cittadinanza. Attraverso i questionari, compilati da 300 cittadini di Bagnoli, i ricercatori hanno voluto indagare le “Competenze di cittadinanza”, che consentono ai giovani, facendo squadra con la propria comunità, di affrontare le difficoltà che possono insorgere in questo particolare momento. Durante i focus group, tenuti on line, i cittadini hanno potuto condividere tutte le difficoltà che, secondo loro, i giovani stanno incontrando in questo momento emergenziale e ragionare insieme su come affrontarle. “Scopo di questi incontri era promuovere responsabilità condivisa nei partecipanti, per assumere un ruolo attivo nella gestione delle situazioni critiche che l’emergenza comporta per tutta la Comunità”, spiega Elisa Tiberto, consigliere comunale nonché referente del progetto e psicologa coinvolta nella ricerca condotta professor Gian Piero Turchi, direttore del Corso di Perfezionamento in gestione dell’emergenza in ambito di Salute e Comunità dell’Ateneo di Padova.

Il progetto che unisce Università di Padova e Comune di Bagnoli di Sopra: ecco i risultati

“Analizzando i risultati abbiamo osservato un grado medio-basso di competenze di cittadinanza a disposizione dei giovani. Questo dipende dalle possibilità che i ragazzi si attribuiscono rispetto a ciò che possono fare per la propria comunità e, a quanto pensano di poter incidere  attraverso le proprie azioni. Allo stesso tempo, anche i cittadini e l’Amministrazione vedono possibilità di azione analoghe per i ragazzi. I giovani della comunità di Bagnoli potrebbero trovarsi impreparati e non essere in grado di reagire in maniera unita e compatta, come membri di un’unica squadra. Allo stesso tempo dalla ricerca emerge che dai cittadini di Bagnoli viene riconosciuto ai giovani un impiego consapevole e responsabile della rete dei servizi territoriali e della capacità di utilizzare gli elementi che gli vengono messi a disposizione dai diversi contesti che vivono (scolastico, familiare, sportivo, etc) per sviluppare delle valutazioni utili a scegliere le azioni da impiegare per far fronte alle criticità. Le stesse competenze di valore medio alto possono essere un aggancio operativo efficace per lo sviluppo del contributo dei giovani alla coesione sociale della comunità”. Ora il prossimo passo sarà il confronto fra Comune e Università per programmare le possibili linee d’azione e progetti operativi futuri.

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