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Boscochiaro, i genitori delle frazioni di Cavarzere: “Salviamo la scuola”

Una lettera per difendere e salvare la scuola di Boscochiaro: l’iniziativa di un gruppo di genitori delle frazioni di Cavarzere

Scuola

“Siamo dei cittadini che abitano nelle frazioni di Cavarzere. Sottolineiamo che abitiamo nelle frazioni: non tutti abitano in centro e, soprattutto, non tutti desiderano abitarci. Noi abbiamo ancora la fortuna di vivere in un territorio che sembra, per certi aspetti, essersi fermato nel tempo: si vive come se fossimo un’unica grande famiglia, ci si conosce, la vita è semplice, i ritmi delle nostre giornate sono in sintonia con la natura. E’ vero, come in ogni famiglia, ci sono a volte delle difficoltà, degli screzi, ma l’amore per i nostri paesi supera anche questo. Il motivo per cui stiamo descrivendo questa realtà è semplice: vogliamo che sia ben chiaro alle istituzioni che ci governano che chi vive nelle frazioni lo fa volentieri. C’è chi ci nasce, chi continua a viverci per non lasciare soli i genitori, chi ci viene ad abitare in seguito perché ama questo stile di vita. Siamo già consapevoli di non avere tutti i servizi che normalmente si dovrebbero avere, ma ci accontentiamo”. Inzia così la lettera di alcuni genitori delle frazioni di Cavarzere.

I genitori: “Non pretendiamo servizi in più, ma che non ci vengano tolti quelli che abbiamo”

“Tuttavia, – continuano i genitori – se non pretendiamo che ci vengano forniti servizi in più, pretendiamo, con molta decisione, che non ci vengano tolti quelli che abbiamo. Il primo su tutti? La scuola. Per chi non lo sa, Cavarzere è un territorio molto ampio, dunque le frazioni non sono molto vicine al centro e tenete anche presente che la strada per arrivarci è quasi sempre arginale. Ebbene, in questa situazione geografica, a Cavarzere è rimasta solo una scuola primaria aperta nelle frazioni: si tratta della Lombardo Radicedi Boscochiaro. Negli anni sono state chiuse tutte le scuole delle frazioni. Certo, penserete, è normale visto il calo demografico. No, non è normale!”.

La scuola di Boscochiaro

“Trasferiamoci per un attimo a Boscochiaro – scrivono -: qui confluiscono gli alunni di Boscochiaro, San Pietro, Dolfina, San Gaetano, Villaggio Busonera. I numeri non sono altissimi, ma ci sono. E in una frazione una scuola non è solo l’edificio in cui i bambini entrano ed escono a determinati orari: rappresenta il futuro. I bambini si sentono parte del territorio, escono da scuola e possono tornare a casa in bici o a piedi o, meglio ancora, fermarsi a giocare con i loro amici. I genitori, avendo la vicinanza della scuola, possono chiedere aiuto ai nonni per il trasporto, dando così l’opportunità di vita sociale anche a persone anziane. Consideriamo poi l’indotto per le attività delle frazioni, che hanno il diritto di vivere per i servizi che hanno indubbiamente tutt’altra qualità rispetto alla grande distribuzione”.

La critica all’amministrazione comunale di Cavarzere

“Ogni anno, però, sembra che a tutti questi ragionamenti, che non sono affatto poetici bensì pratici e concreti, si sovrapponga la legge del risparmio – denuncia il gruppo di genitori -, mettendo sempre in dubbio la formazione della classe prima (pur essendoci iscrizioni) e dunque il futuro stesso della scuola. Eh sì: piuttosto che risparmiare i soldi di una seconda o terza sezione in centro, meglio tagliare le classi delle frazioni, così in breve l’istituto chiude ed è un pensiero in meno. Peccato che in tutti questi ‘conti’, si dimenticano ‘l’oste’: tutto ciò che gira attorno alla scuola e che non rimane a guardare decisioni prese da chi, quasi sempre, non ha mai vissuto o neanche messo piede in una frazione. E’ vero: l’amministrazione comunale da settembre finanza un servizio di doposcuola che rende più appetibile l’istituto della frazione, ma è vero anche che né dall’amministrazione né dall’istituto scolastico sono state intraprese azioni di promozione di tale servizio al momento delle iscrizioni. Noi non ci stiamo. La scuola non riguarda solo chi ha figli in età scolare, riguarda tutte le persone delle frazioni. E’ un punto di riferimento, è il futuro, è il servizio principale per una famiglia”.

I genitori: “Stanchi di essere trattati come cittadini di serie B”

“Noi davvero siamo stanchi di essere trattati come cittadini di serie B. Se c’è qualcosa che deve essere tolto, si toglie alle frazioni. Non stiamo chiedendo che ci costruiscano una scuola, chiediamo che ci venga lasciata quella che abbiamo, sia primaria che infanzia. E il fatto che dobbiamo ogni anno continuare a chiederlo ci sembra assurdo. Chi comprende appieno la situazione sembriamo essere solo noi abitanti delle frazioni: a portare avanti la causa strenuamente sono i genitori, un consigliere comunale di opposizione e tutti gli abitanti che non mollano l’osso. Abbiamo però bisogno che riusciate a sentire la nostra voce voi, voi che siete nei posti giusti per prendere le decisioni giuste; voi che, confidiamo, sapete che dietro a numeri ci sono persone, famiglie, organizzazione famigliare, gente che lavora… Allora, vi scriviamo perché a volte ci sembra che le nostre parole siano sentite ma non ascoltate; sembra che ci venga detto ‘sì’ ma solo per ‘tenerci tranquilli’; sembra che la scuola forse rimarrà ancora aperta, ma magari con pluriclassi, vedremo fino a quando, cominciamo a pensare che prima o poi chiuderà… Non è così che vogliamo che vada. Siamo noi che crediamo nel nostro territorio, che viviamo la qualità dell’essere qui, che vediamo l’importanza sociale di ciò che avviene nelle frazioni, che teniamo vivi i valori del vivere in società” – sottolineano dalle frazioni.

La richiesta di aiuto

“Vi chiediamo una mano: concedere una classe alla nostra scuola pensiamo non cambierà le sorti dell’economia italiana, ma cambia la vita di chi vive qui. E come sappiamo, la nostra vita e i nostri diritti non valgono meno di chi vive in centro. Per favore prendete la decisione giusta e fatela prendere a chi di dovere: la scuola di Boscochiaro non deve chiudere” – concludono.

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