venerdì, 1 Luglio 2022

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    HomeVicentinoVicenzaCommissione d'inchiesta sulla pandemia nel Veneto: passa la proposta dell'opposizione

    Commissione d’inchiesta sulla pandemia nel Veneto: passa la proposta dell’opposizione

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    Il presidente sarà dell’opposizione e le sedute saranno pubbliche

    Arturo Lorenzoni, protavoce del centrosinistra in Consiglio regionale

    “Siamo soddisfatti per l’accordo raggiunto sulla Commissione d’inchiesta: la maggioranza ha ritirato la propria Pda, convergendo sulla nostra che è stata modificata. Era quello che avevamo proposto già due settimane fa: non c’era bisogno di forzature su un tema così delicato e che sta a cuore a tutti. Con un unico obiettivo, dare ai veneti quelle risposte che attendono da mesi”. Con queste parole i rappresentanti delle forze di opposizione nel Consiglio regionale del Veneto (Partito Democratico, Il Veneto che Vogliamo, Europa Verde, Movimento Cinque Stelle e il portavoce Arturo Lorenzoni) commentano l’intesa trovata oggi in Prima commissione sulla Commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia, con l’approvazione senza voti contrari della Pda presentata dai gruppi di minoranza.
     “Il compito sarà quello di accertare cause ed eventuali responsabilità in particolare per quanto riguarda l’aumento dei contagi e dei decessi nella seconda ondata. Capire cosa è successo da ottobre a marzo, visto che nella prima fase il sistema veneto aveva retto, resta per noi la priorità. E per questo il numero di soggetti da ascoltare in audizione è ampio: dai rappresentanti del personale sanitario e sociosanitario, a quelli di comitati e associazioni rappresentative di familiari di persone morte per Covid e ancora virologi, epidemiologi, tecnici ed esperti del settore sanitario e chiunque possa apportare ogni elemento conoscitivo utile”.
    La Commissione, che dovrà concludere i lavori entro il 30 novembre con una sola possibilità di proroga, sarà composta da 10 consiglieri di maggioranza e cinque di opposizione a cui spetta la presidenza. Dovrà verificare, tra l’altro, se l’uso dei tamponi rapidi di prima e seconda generazione per testare il personale sanitario e sociosanitario e le minori restrizioni alla mobilità personale rispetto ad altri territori possano aver inciso sull’elevato numero di contagi e decessi. “Sono state infine riviste le modalità di svolgimento e le sedute saranno pubbliche: tuttavia, come avevamo chiesto fin  da subito per tutelare chi ne facesse richiesta, l’Ufficio di Presidenza in alcuni casi potrà disporre le ‘porte chiuse’, motivando la decisione”.

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