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La gravidanza oltre i 35 anni. Il ruolo del ginecologo e l’importanza del colloquio pre-concezionale

Perché dovrebbe essere utile recarsi dal proprio ginecologo quando si pianifica una gravidanza e perché si dovrebbe condividere con il medico una decisione cosi intima e privata nella vita di una coppia? Proviamo a riflettere insieme su questo tema.

Gravidanza

Partiamo anzitutto con il considerare che dal 2008 ad oggi il numero dei primi figli per coppia ha subito un decremento del 25% e contestualmente (e ciò interessa in primo luogo il ginecologo/ostetrico) si è verificato un costante aumento dell’età materna alla prima gravidanza, con una inevitabile riduzione del tasso di fecondità.

Le mamme AMA

Oggi identifichiamo addirittura una particolare categoria di future mamme: le mamme AMA, acronimo inglese che sta per Advanced Maternal Age, cioè quel gruppo di pazienti che avrà più di 35 anni al momento della nascita del primo figlio. E così abbiamo dovuto purtroppo familiarizzare con un nuovo concetto, quello di biopanico cioè quel sentimento di inadeguatezza e ansia decritto da molte future mamme e dovuto alla sintesi di tre elementi: l’età materna avanzata, il declino della fertilità e il timore per gli esiti della gravidanza.

Le donne di oggi si trovano infatti a dover far fronte a numerose e contrastanti aspettative che riguardano da un lato il desiderio di affermazione personale, di raggiungere l’indipendenza economica e di ottenere brillanti carriere lavorative e dall’altro l’aspirazione ad un concepimento naturale, ad una buona relazione di coppia ed al soddisfacimento delle esigenze della famiglia e dei figli.

Il ruolo del ginecologo

In questo ambito e data la complessità del problema ed i suoi risvolti psicosociali, il ruolo del ginecologo è quello di fornire alle pazienti che giungono in ambulatorio con un progetto riproduttivo più o meno concreto, il counselling adeguato ad affrontare la situazione, anticorpi su sangue neonatale alla nascita – sottolinea il dottor Gianfranco Juric Jorizzo, responsabile dell’équipe del servizio di Medicina Prenatale dell’Ulss 6 – infatti gli studi internazionali, ad oggi, si sono basati solamente sugli anticorpi del cordone ombelicale”.

“Gli studi sono limitati – rileva ancora il dottor Jorizzo – ma concordi nel suggerire che non ci sono effetti collaterali sulla mamma e sul feto. La vaccinazione quindi potrebbe essere indicata, anche in gravidanza, nelle situazioni con fattori di rischio, come suggerito dalle Società di Ginecologia Italiane”.

“L’esperienza di queste mamme è rassicurante perché sono riuscite a sottoporsi ad entrambe le dosi e a partorire a 5,6 settimane dall’ultima dose di vaccino, l’allattamento non è stato compromesso. Il messaggio che vogliamo trasmettere è di fiducia” aggiunge la dottoressa Kimta Ngaradoumbe Nanhornguè.

“Sarà interessante in futuro capire – sostiene – se il passaggio di questi anticorpi a seguito della vaccinazione materna contro il Sars-Co- V-2 possa proteggere il neonato come avviene in seguito alla vaccinazioni contro difterite, tetano e pertosse. In tal caso bisognerebbe definire se esiste una fase ideale della gravidanza per la vaccinazione”.

E’ quindi importante offrire anche alle future mamme e alle mamme in allattamento il vaccino anti Covid, – concludono Jorizzo e Ngaradoumbe – se appartengono a categorie a rischio, fornendo nel contempo informazioni e supporto per tutte le azioni di tipo preventivo che possano essere messe in campo in questi casi.

Età materna e orologio biologico

Cosa occorre dunque sapere sul tema “età materna ed orologio biologico”? Per esempio che, laddove solo il 5% delle donne di 25 anni ha difficoltà a concepire spontaneamente, questa percentuale balza al 30% tra le donne oltre i 35 anni. Che dei 2-3 milioni di ovociti di cui dispone ogni bambina alla nascita, solo 500 circa arriveranno all’ovulazione (quindi saranno disponibili ad essere fecondati) e che questo pool di cellule fecondabili andrà incontro a progressiva riduzione nel corso della vita fertile, fino all’esaurimento completo che coinciderà con l’arrivo della menopausa.

I dati su tasso di aborto e ricorso al cesareo

E ancora, che il tasso di aborto spontaneo che è del 10% circa a 20 anni, sale esponenzialmente fino al 90% a 45 anni. Il che significa che solo 1 donna su 10 a questa età riuscirà a portare a termine la gravidanza. Esiste inoltre una relazione diretta tra anomalie genetiche nel nascituro ed età materna (in special modo per la trisomia 21 meglio nota come Sindrome di Down) e sono maggiormente impattanti con l’età anche altre complicanze della gravidanza quali pressione alta e diabete.

Infine il ricorso al taglio cesareo nell’espletamento del parto nelle donne AMA risulta molto più frequente. Una donna di età superiore ai 35 anni ha infatti un rischio 1,5 volte maggiore di essere sottoposta a taglio cesareo d’urgenza per l’insorgere di complicanze ostetriche in travaglio.

L’importanza del supporto e della competenza del ginecologo

Questo sembra davvero essere uno scenario sconfortante, tuttavia è proprio qui che entrano il gioco il supporto e la competenza del ginecologo che, attraverso il colloquio in fase pre-concezionale, cioè nel momento in cui si decide di programmare la gravidanza (e non a gravidanza già iniziata), potrà essere particolarmente utile per la donna e per la coppia.

Il colloquio pre-concezionale

In che modo? Per cominciare potrà valorizzare il percorso individuale della paziente rispettandone le scelte di vita e le esperienze personali. Sarà in grado poi di promuovere le scelte informate della coppia, incoraggiando i partners a comprendere i problemi di salute che potrebbero influenzare il decorso della gravidanza e stimolando la paziente a prepararsi adeguatamente con uno stile di vita sano, attività fisica regolare ed una corretta alimentazione.

Questa chiacchierata preliminare consentirà infine l’identificazione attenta del rischio di ogni singolo caso, programmando se serve anche la collaborazione con altri specialisti, in un approccio multidisciplinare che consenta di affrontare al meglio un percorso che, se pure con qualche possibile difficoltà in più, dovrebbe rimanere una delle esperienze più straordinarie e indimenticabili nella vita di una donna.

 

Dott.ssa Alice Bologna
specializzata in Ginecologia
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