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Le opposizioni nel Consiglio veneto: non ci resta che sperare nella commissione d’inchiesta

Le opposizioni a Zaia: “Molti dei nostri dubbi non hanno avuto risposta, inutile invocare la procura”

L’opposizione a Marghera in una foto dei giorni scorsi

“Molti dei nostri dubbi non hanno avuto risposta, resta una grande irrisolta domanda: cosa è successo in Veneto nella seconda ondata della pandemia? Speriamo sarà la Commissione di inchiesta a fare chiarezza. Saremmo degli irresponsabili se non volessimo approfondire se la scelta di utilizzare i tamponi rapidi negli ospedali è stata realmente opportuna, se le terapie intensive siano gestibili con l’attuale numero di anestesisti, se non volessimo approfondire i temi che anche oggi abbiamo posto in Consiglio e che abbiamo sollevato negli scorsi mesi”.

“In altre parole, se non ci interessasse conoscere i motivi per cui tra ottobre e marzo sono quadruplicati i morti rispetto alla prima ondata, 8282 vittime anziché 2199, pur con una migliore organizzazione ospedaliera e territoriale e in presenza dei dispositivi di protezione individuale. Solo una maggioranza sulla difensiva quando non ne avrebbe motivo, visti i numeri in aula, può vivere e trasformare il dovuto approfondimento presso le sedi consiliari in un processo a Crisanti e a Report, due cose a cui non eravamo né siamo interessati e alla volontà dell’opposizione di avere i chiarimenti che non riusciamo ad avere attraverso l’utilizzo degli strumenti consentiti dallo Statuto e dal Regolamento. Proprio perché a noi sta a cuore la salute dei veneti, vogliamo capire se questo modello ha realmente ridotto il rischio contagio: è la ragione per cui avevamo chiesto l’audizione”.

“Ancora non sappiamo perché nella seconda ondata i morti sono quadruplicati rispetto alla prima con una migliore organizzazione”

Un’immagine di Zaia quando ha presentato il test rapido

Così i rappresentanti delle forze di opposizione a Palazzo Ferro Fini (Partito Democratico Veneto, Il Veneto che Vogliamo, Europa Verde, Movimento Cinque Stelle e lo speaker Arturo Lorenzoni) hanno commentato la lunga seduta della Quinta commissione con l’audizione di Zaia, accompagnato dai tecnici. “Non ha senso invocare la procura come ha fatto il presidente: ciascuno fa il proprio mestiere e il nostro è quello di discutere in Consiglio. È invece vergognoso accusarci di infangare la sanità veneta: difendere il loro diritto di verificare se hanno o meno il covid con la migliore tecnologia è proprio contrario, significa volersene prendere cura concretamente”.

“Solo una maggioranza che sta sulla difensiva senza motivo può trasformare il dibattito in un processo a Crisanti e Report”

Il prof. Andrea Crisanti, denunciato dalla Regione

“Da mesi chiedevamo di poter discutere di cose che denunciamo dallo scorso autunno, proprio in seguito a numerose segnalazioni del personale sanitario o dei familiari delle vittime – attaccano i consiglieri di opposizione – Ma Zaia ha sempre mostrato insofferenza verso la presenza in Consiglio e al confronto democratico. Sappiamo che è difficilissimo per tutti governare in piena pandemia e che non ci sono soluzioni certe per combattere il virus, per nessuno. Per questo avrebbe dovuto tornare in aula per condividere questa fase così difficile. Invece ha rifiutato sistematicamente il confronto, la risposta a molte nostre richieste di dati e informazioni e ora è doveroso che risponda politicamente delle sue scelte”.

 

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