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Omicidio di Mauro Pretto sui Berici: “Sono passati 4 anni, trovate l’assassino”

“Un altro anno è passato, e sono ormai quattro, ma l’assassino di Mauro Pretto è ancora sconosciuto. Più passa il tempo e più sembra certo che questo brutale omicidio rimarrà impunito”.

Mauro Pretto e la sua casa tra i boschi di Zovencedo
Mauro Pretto e la casa tra i boschi di Zovencedo dove viveva con diversi cani

E’ passato qualche giorno dal triste anniversario, quando Andrea Zanoni, presidente della commissione legalità del Consiglio regionale del Veneto e consigliere del Partito Democratico, ha ricordato, sui suoi social network il boscaiolo, amico della natura e degli animali.

Pretto fu ucciso a Zovencedo (Vicenza) sulla porta di casa nella notte tra il 12 e 13 maggio 2017 da un colpo di fucile sparato al petto.

Sulla pagina ufficiale del consigliere su Facebook Ipazia Teone risponde alla denuncia mediatica di Zanoni: “Purtroppo quelli che hanno visto non possono parlare: sono i suoi cani che se per caso si imbattessero nell’assassino lo riconoscerebbero. Non essendoci indagati non si può neanche fare un confronto con eventuale riconoscimento. Ovviamente qualche umano che sa c’è di sicuro ma non parla neanche per sogno”.

Il presidente della commissione legalità Zanoni, il 12 maggio ha scritto in una nota: “Ho sentito oggi il fratello Diego, in questo triste anniversario: non ha più più notizie dagli inquirenti da settembre 2017, quando ci fu anche una grande fiaccolata a Vicenza, a Piazza Castello,  per chiedere giustizia a quattro mesi esatti dalla morte. È dura sopportare il peso di non sapere chi e perché ha giustiziato il fratello Mauro. Tuttavia non si rassegna e intende avvalersi di un nuovo legale per andare a fondo della questione. Ribadisco la mia vicinanza a lui, alla compagna Anna Maria e agli amici. C’è un senso di impotenza che fa male. Così come fa male il silenzio da parte delle istituzioni, a partire dalla Regione: nessuno ha mai speso una parola su questo delitto”.

Sempre su Facebook fa eco a questa nota Luana Scipioni che afferma: “La lobby della caccia è molto coccolata dalla politica, porta voti”.

Ma prosegue ancora Zanoni nella nota del 13 maggio: “Due anni fa incontrai presso il Tribunale di Vicenza l’allora procuratore capo, il dottor Antonino Cappelleri oggi a Padova, per parlare della vicenda: mancavano ancora una matrice e un movente utile agli investigatori. Da allora cos’è cambiato? Hanno indagato anche i carabinieri del Ris, però non sappiamo niente”.

“Capisco non sia semplice – prosegue il presidente della commissione legalità al Ferro Fini alzando i toni – : chi ha sparato ha utilizzato un fucile da caccia ma, grazie a una Regione troppo vicina alla lobby venatoria, non se ne viene a capo: solo in provincia di Vicenza sono oltre 8mila i soggetti autorizzati a circolare armati per gli abbattimenti di determinate specie anche in orari notturni, decisamente troppi”.

“L’unica certezza è che non dobbiamo permettere che questo omicidio venga definitivamente dimenticato – sottolinea Zanoni – Mauro non c’è più e un assassino che gira indisturbato tra paesi e città del Veneto. Mi appello nuovamente a chi sa qualcosa: non siate complici di un omicida che, come ha ucciso una volta, potrà farlo ancora”.

Anna Mattoschi su alla pagina di Zanoni su Facebook commenta: “Una grande vergogna! Cacciatori? Bracconieri? Sicuramente chi abitualmente usa il fucile. Era un personaggio scomodo perché difendeva la Natura e la fauna selvatica. Stranamente nessuna presa di posizione dalla Regione”.

E per chiudere riportiamo l’intervento di Annalisa Frizzo sempre sulla pagina ufficiale del consigliere regionale: “Ora in quel posto (nel podere in mezzo ai boschi di Zovencedo, ndr) c’è un silenzio assordante: fa rabbia pensare che Mauro non abbia ancora avuto giustizia. Tutti i suoi cani stanno bene, anche la sua fedelissima Laika che ha vent’anni ed è sempre unica, meravigliosa, sono tutti al sicuro e amatissimi”. (FB)

Mauro Pretto ucciso il 12 maggio 2017
Un ritratto in relax di Mauro Pretto nel suo podere

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