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Padova, il generale Figliuolo visita l’Hub Vaccinale in Fiera

Questa mattina, attorno alle 12, il generale Figliuolo si è recato presso la sede vaccinale in Fiera a Padova nei Padiglioni 6 e 8

Dopo la visita all’hub vaccinale a Marghera, il generale si è diretto in Fiera a Padova presso i Padiglioni 6 e 8 del Centro Vaccini.

Presenti anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio; l’assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin; l’assessore all’Ambiente, Gianpaolo Bottacin; il dottor Luciano Flor; il sindaco di Padova Sergio Giordani; il direttore generale dell’Ulss 6 Euganea Paolo fortuna ed il direttore dell’Azienda Ospedaliera di Padova Giuseppe Dal Ben. (continua dopo la gallery)

Figliuolo: “Quando si fa squadra si vince”

«Questo hub vaccinale è frutto del sistema Paese, della sinergia tra imprenditori privati, Comune di Padova, Regione Veneto, camera di commercio ed anche quella grande scienza che promana da una delle più antiche università del mondo. Ciò dimostra che quando si fa squadra si vince. Attualmente entrambi i padiglioni hanno la capacità di arrivare a 6.000 vaccinazioni al giorno, utilizzando anche la fascia oraria notturna».

«Il Veneto è numero uno per la vaccinazione degli over 80 (con una percentuale che arriva al 98%), così come per gli over 70, ed è in cima alle classifiche anche per la categoria dei fragili».

Oltre ad elogiare la macchina veneta, il generale ha annunciato l’arrivo di oltre 2 milioni di dosi Pfizer, a cui si sommeranno nei prossimi giorni 400 mila di AstraZeneca e un carico di Johnson&Johnson. «Maggio è un mese di transizione – ha detto -. Ora la media è di 450mila dosi al giorno, ma oggi auspico di arrivare alla soglia delle 500mila».

Maggio mese di transizione, a giugno la svolta

Il commissario ha poi anticipato: «Giugno sarà il mese di svolta per dare una spallata definitiva al virus. Con l’arrivo di vaccini in maniera copiosa, è, infatti, prevista l’apertura alle altre classi e alle aziende».

Sulla questione bilanciamenti tra Regioni, oltre a quello previsto tra Puglia e Sicilia, «vi saranno ulteriori bilanciamenti sul vaccino AstraZeneca, in modo da usare più dosi possibili» – ha chiarito Figliuolo.

Zaia: “Una testa su due in Veneto è già stata vaccinata”

Continua il Presidente Zaia: «Ricordo che nei 60 centri vaccinali veneti abbiamo schierato 1300 volontari e volontarie che ringrazio uno ad uno. Nonostante io pressi spesso nelle riunioni, aver portato nel team gli ingegneri gestionali ha dato i suoi frutti. Facciamo grandi numeri, considerando che con i motori al minimo regime ci aggiriamo intorno alle 40.000 dosi giornaliere, possiamo accelerando, arrivare a 80.000/100.000 dosi quotidiane.

Con il generale Figliuolo ho un ottimo rapporto, spesso ci scambiamo pareri anche in considerazione del fatto che il Veneto è innovatore in alcuni aspetti. Adesso è arrivato il momento di buttare il cuore oltre l’ostacolo. Per parlare di terza dose varrebbe la pena portare avanti uno studio sierologico su chi ha già fatto la vaccinazione per non trovarsi poi impreparati e capire effettivamente quanto durano gli anticorpi.»

L’ipotesi di studio sugli anticorpi post-vaccinazione

Conclude il Presidente della Regione Veneto: «Una mia idea quella di pensare di avere delle popolazioni target o sentinella da andare a testare, ad esempio i sanitari che sono stati vaccinati per primi e fare dei dosaggi anticorpali per vederne l’evoluzione nei mesi. Ovviamente più casista abbiamo più i dati saranno affidabili, ecco perchè ritengo che sarebbe opportuno svolgere quest’azione a livello nazionale e codificarla come uno studio scientifico. In questo modo avremo idea di quanto possano resistere gli anticorpi sul campo ed il Veneto si può proporre come sperimentatore.»

 

 

 

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