venerdì, 28 Gennaio 2022
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    Padova, sanità: effettuato il 500esimo trapianto di polmone

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    Un grande traguardo per la sanità padovana che da sempre si contraddistingue, presentato oggi il 500esimo trapianto polmonare riuscito ad una giovane 24enne

    Lo staff medico diretto dal Prof. Federico Rea

    Il prof. Federico Rea, direttore della Chirurgia Toracica dell’Azienda Ospedale Università di Padova ha presentato il 500esimo trapianto effettuato nel centro: «Nel nostro paese ci saranno sicuramente delle cose da migliorare, ma per la sanità non siamo secondi a nessuno e lo dimostra questo ospedale, io sono solo un piccolo tassello di un incredibile attività sinergica che viene fatta nell’intera struttura sanitaria. 500 trapianti potrebbero sembrare pochi ma considerata la difficoltà nel reperire quest’organo è un risultato eccellente.

    In Italia complessivamente ogni anno vengono svolti 120 trapianti, di questi almeno 30 sono eseguiti a Padova. Il nostro know-how è apprezzato nell’intero paese e molti centri indicano Padova come soluzione per questo tipo di interventi. Certo è che per essere in linea con il numero di richieste per il trapianto polmonare, il sistema nazionale dovrebbe garantire almeno 300 operazione annue. Tuttavia solo il 17/15% dei donatori multiorgano risultano idonei al trapianto, dati molto lontani rispetto ai tassi di prelievo di altri organi. (70/80%)

    Molto dipende anche dalle regioni di appartenenza, a macchia di leopardo ci sono realtà che riescono a prelevare il 20% di polmoni sul donatore ideale, in altre si preleva l’1%. Discrepanze  nella gestione dei donatori che si ripercuotono nel consenso degli stessi. In regioni dove la sanità è percepita come efficiente ed efficace i cittadini sono più propensi a donare, infatti, il Veneto ha delle elevate percentuali di prelievo organi.»

    Il caso

    Una giovane 24enne  affetta da ipertensione polmonare veno-occlusiva, una malattia dei vasi sanguigni del polmone, è stata trasferita pochi mesi fa presso la rianimazione ISTAR5 di Padova da un altro centro, per insufficienza respiratoria grave. A causa dello shock cardiogeno le è stato affiancato il macchinario ECMO (viene utilizzato anche nelle terapie intensive covid-19) che ossigena il sangue per supplire alla funzione dei polmoni e del cuore. Durante le due settimane di permanenza in terapia intensiva, la ragazza è stata inserita nella lista nazionale per il trapianto di polmoni dove fortunatamente ha trovato una donatrice. L’operazione consisteva nell’asportazione degli organi respiratori. A fine Aprile la ragazza è stata dimessa dopo un mese in osservazione e continua ad essere seguita dall’equipe medica a domicilio.

    Tradizionalmente il polmone ritenuto idoneo al trapianto viene, comunemente, trasportato in un frigo portatile dove deve essere conservato per non più di 6 ore. Ma nella dotazione padovana c’è il sistema di conservazione e trasporto OCS che simula ciò che accade normalmente al nostro corpo, permettendo non solo un mantenimento prolungato ma anche un certo grado di ricondizionamento degli organi in sofferenza, poichè l’apparecchiatura permette di monitorare i parametri e lo stato di “salute” degli organi prelevati. La Chirurgia Toracica di Padova è stata la prima in Italia a dotarsi di tale sistema OCS e dal 2011 ad oggi è stato utilizzato in 33 casi in cui l’organo sarebbe stato altrimenti giudicato non idoneo al trapianto.

    Inoltre il reparto di Chirurgia Toracica rappresenta un riferimento per il trattamento robotico delle patologie timiche. Dal 2002 l’unità di Chirurgia Toracica dispone del sistema del sistema DaVinci per eseguire interventi di chirurgia robot-assistita: il chirurgo si trova lontano dal paziente, vede il campo operatorio attraverso un visore 3D localizzato sulla parte superiore della console e opera agendo con le dita su dei comandi; il sistema traduce i movimenti di mani e dita in movimenti precisi ed identici degli strumenti chirurgici.

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