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Rovigo, lista civica Menon interviene sulle dimissioni del sindaco Gaffeo

“Molti cittadini ci chiedono cos’è successo nella notte tra giovedì e venerdì in Consiglio Comunale, doverosa da parte nostra una spiegazione”. Inizia così il comunicato di Lista civica Silvia Menon riguardo alle dimissioni del sindaco di Rovigo, Edoardo Gaffeo.

Rovigo

“In quella lunga notte – continua il gruppo civico – il consiglio comunale ha bocciato una mozione sul tribunale proposta dalle liste del sindaco e il giorno dopo il sindaco si è dimesso“.

La mozione

“La mozione – spiegano gli esponenti della lista – metteva degli ostacoli sulla soluzione più centrale ove sistemare parte del nuovoTribunale: l’ex Questura in vicolo Donatoni. In pratica impediva di spostare lì il Tribunale se fossero state necessarie variazioni alle norme urbanistiche attuali. Sappiamo bene che demolire e ricostruire un fabbricato puo’ comportare variazioni urbanistiche, perché bloccarle a prescindere ora? Secondo i proponenti perché un palazzo più alto dell’esistente, anche di un piano in più, sarebbe uno sfregio al centro storico, uno ‘scempio'”.

Lista civica Menon: “Al sindaco e a chi ha votato sì, andava bene solamente l’altra ipotesi sul tavolo”

“Secondo noi invece – precisano – il motivo vero è un altro. Al sindaco e a chi ha votato sì, andava bene solamente l’altra ipotesi sul tavolo del Ministero di Giustizia: quella proposta e caldeggiata proprio dal sindaco stesso al Ministero, cioè il tribunale all’ex Banca d’Italia di via Domenico Piva e nel palazzo della Provincia di viale Della Pace. Due sedi che il Ministero della Giustizia dovrebbe acquistare e riqualificare”.

L’invito a ritirare la mozione

“Noi – spiega la lista Menon – accogliamo favorevolmente qualsiasi ipotesi del Tribunale in centro e abbiamo votato contro perché non vediamo quale sarebbe lo sfregio nell’andare in deroga alle norme attuali sull’ex Questura. Riteniamo del tutto fuori luogo parlare di ‘scempio’ urbanistico, anzi non vediamo l’ora si rigeneri quel vicolo abbandonato, a cui il Comune per noi, dovrebbe aggiungere la zona limitrofa degli ex vigili del fuoco, per vedere finalmente vissuta una zona centralissima della città. Quella sera abbiamo ripetuto più volte che non era il momento di dividersi su questa questione, invitandoli a ritirare la mozione”.

Lista Menon: “Con queste dimissioni si è dimostrato di essere allergici al dissenso, che è il sale della democrazia”

La lista rincara poi la dose: “Il sindaco sapeva benissimo, come lo sapevamo noi, come lo sapeva tutto il consiglio comunale che la mozione così com’era stata scritta non sarebbe stata approvata dalla maggioranza dell’aula, tutti abbiamo chiesto durante la seduta di ritirare la mozione o di emendarla. Ma il sindaco ha voluto comunque andare al voto. La mozione è stata bocciata e lui il giorno dopo si è dimesso. Con queste dimissioni si è dimostrato di essere allergici al dissenso, che è il sale della democrazia”.

“A noi questo metodo non è mai piaciuto – conclude il gruppo -. Spesso abbiamo fatto proposte, siamo stati costruttivi, ma l’atteggiamento è lo stesso.Il ritornello ‘votate come dico io o mi dimetto’ va avanti da parecchio tempo”.

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