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Ulss 5, nel Polesine arrivano le prime due infermiere di famiglia

Si chiamano Tiziana e Sara, le prime due infermiere di famiglia, a prendere servizio nell’Aulss 5 Polesana. Occasione migliore per presentarle non poteva che essere la Giornata internazionale dedicata alla figura dell’infermiere, che ricorre oggi.

Ulss 5, il dg Simionato e le nuove infermiere di famiglia

A Rovigo c’è stato un incontro nell’aula magna della cittadella socio santaria, alla presenza di tutti i vertici dell’azienda ospedaliera rodigina. L’infermiere di famiglia o di comunità è la persona chiamata a fornire assistenza costante alle persone con patologie o disabilità croniche, insegnando loro le buone pratiche per evitare l’ospedalizzazione e convivere al meglio con la propria situazione.

I saluti iniziali del dg Simionato

I saluti iniziali sono stati del direttore generale Patrizia Simionato: “Queste due infermiere, lavoreranno nelle sedi di Castelmassa e Loreo, dunque coprendo l’area dell’alto e basso Polesine. In un periodo, nel quale le diverse azioni per contenere la pandemia da Covid-19, e in particolare la campagna vaccinale, stanno assorbendo tantissime risorse, l’Aulss 5 Polesana, è attenta ai bisogni della popolazione più vulnerabile, con l’avvio e l’implementazione di progettualità, delle quali una delle più ambiziose e innovative è quella dell’infermiere di famiglia”.

Soddisfatto anche Piombo

Soddisfatti di questa new entry il presidente dell’Ordine degli infermieri, Denis Piombo, il quale ha ricordato che in provincia di Rovigo sono più di 2.000 gli infermieri iscritti, che lavorano anche in altre sedi, citando lo slogan scelto per la Giornata internazionale “Ovunque per il bene di tutti”.

Entusiasti i sindaci del Polesine

Il presidente della Conferenza dei Sindaci, Luca Prando, ha ricordato di essere il rappresentante di 50 Comuni del Polesine, più Boara Pisani, mentre il sindaco di Rosolina, Franco Vitale ha espresso viva soddisfazione per quello che riguarda l’area del Basso Polesine.

L’infermiere di famiglia: ecco chi è

La direttrice dei Servizi sociali, Paola Casson, nel presentare la nuova figura dell’infermiere di famiglia, lo ha definito come “Il professionista che aiuta gli individui ad adattarsi a malattie e disabilità cronica. Il concetto chiave è questo, definendo a chi ci si rivolge, ossia alle persone affette dalla patologia cronica. Nella nostra provincia abbiamo il 26% di persone con oltre 65 anni, quindi con alta possibilità di avere ipertensione, diabete, broncopneumopatia cronica. Sono queste le tre maggiori categorie di patologie croniche. E sono questi i tre percorsi che dovrà affrontare l’infermiere di famiglia. Per consentire al proprio assistito di convivere al meglio con la propria situazione, dovrà porre attenzione alla aderenza terapeutica, alla adozione di uno stile di vita sano e al monitoraggio costante del proprio stato di salute”.

Il lavoro

Gli infermieri di famiglia lavoreranno nel proprio ambulatorio e dove necessario, a domicilio. Avranno una lista di propri assistiti e il loro scopo fondamentale sarà quello di promuovere il benessere a domicilio, evitando i ricoveri ospedalieri, attraverso la capacità di gestire il proprio stato di malattia. Cristiano Pelati, dirigente della direzione professioni sanitarie, ha evidenziato come nell’Aulss 5 Polesana siano 2.400 gli operatori del comparto: di questi ben 1.300 sono infermieri. Nel frattempo sono 15 gli infermieri formati per questo innovativo percorso professionale, all’interno delle cure primarie.

Marco Scarazzatti

 

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