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Veneto, Zaia: “Per me in zona bianca tutto aperto e niente coprifuoco”

“Per me in zona bianca tutto aperto e niente coprifuoco”. Ad annunciarlo Luca Zaia, in vista del possibile cambio di colore della regione Veneto a partire dal 7 giugno.

Luca Zaia
Luca Zaia

Il Veneto conferma il trend positivo, per quanto riguarda contagi e pressione ospedaliera. Così, in vista dell’incontro con il Governo delle 16, il presidente Zaia ha dichiarato: “Se domani confermiamo l’incidenza dei contagi sotto i 50 su 100 mila abitanti, dal 7 di giugno potremmo essere in zona bianca. La mia opinione è che in zona bianca vanno applicate le linee guida per aprire tutto e il coprifuoco sparisce”.

Zaia: “Se non apri in zona bianca in che zona devi aprire, in quella trasparente?”

Del resto, precisa Zaia, “non me lo sono inventato io di prevedere la zona bianca, e se non apri in zona bianca in che zona devi aprire, in quella trasparente? La zona bianca in teoria è il punto di arrivo, rappresenta un ritorno alla normalità, seppur con mascherine e distanziamento”.

Zaia: “Il coprifuoco in zona bianca è insensato”

“Non ha senso mantenere il coprifuoco fino al 21 giugno come prevede la normativa nazionale – prosegue -: che senso ha dire ai turisti che abbiamo una situazione che ci consente di anticipare la zona bianca se non possiamo liberarci dal coprifuoco? Eliminarlo dal 7 sarebbe un segnale per il mondo intero… Avete idea di cosa vuol dire a livello di prenotazioni turistiche dire che dal 7 giugno qui non c’è più?”.

Ancora aperta la questione discoteche

Tra le attività da riaprire in zona bianca, Zaia non include però le discoteche. A questo proposito, il governatore annuncia che si sta “lavorando a una sperimentazione per capire con il Cts se si possono prendere uno o due locali per capire cosa succede all’interno… Qualcosa dobbiamo fare”.

Consegna dosi vaccino in diminuzione

Durante l’odierno punto stampa covid, il presidente del Veneto ha anche ribadito che “la regione è a secco di magazzino. Oggi arivano 167mila dosi di Pfizer, ma mercoledì e giovediì sono le giornate più critiche”. Un altro problema, che emerge dalle parole di Zaia, è che dal 10 al 16 giugno è stata segnalata una diminuzione nelle consegne. “Erano previsti 259.436 vaccini – sottolinea Luca Zaia -. Noi facciamo conto di averne 200 mila a settimana”.

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