venerdì, 1 Luglio 2022

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    Vicenza, i sette “comandamenti” della Svt per garantire sui bus tecnologia e sicurezza

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    Da 6 a 8 telecamere interne sui 390 mezzi per monitorare 23 milioni di passeggeri trasportati ogni anno

    Svt
    Proprietà e dirigenza della Svt a Monte Berico: da sinistra Celebron, Rucco, Vicentini e Rovini

    Tutte le pensiline dei bus saranno dotate di una tabella elettronica che indicherà i passaggi del mezzo: così, chi aspetta il bus saprà quanto dovrà attendere. Che comunque sarà sempre troppo, perché, lo sanno anche alla Svt, quando si aspetta un mezzo pubblico automaticamente si accende il neurone che azzera la dose della pazienza umana.

    Su ogni mezzo sarà anche attivo un piccolo impianto che parlerà con il semaforo per dirgli di accendere il verde, vale a dire di aprirgli una corsia prioritaria. E velocizzare la sua corsa.

    Queste due innovazioni saranno a portata di bus e cittadini nel giro di poco tempo. Sono la nuova frontiera della Svt, azienda nata tre anni fa dalla fusione tra Aim mobilità ed Ftv, che il neo presidente Giovanni Vicentini (puoi trovare qui il pezzo che racconta del suo insediamento) tiene a far conoscere per quello che è, cioè un’azienda ricca di potenzialità e all’avanguardia sotto il profilo tecnologico. Che vuol dire più sicurezza.

    Arrivano anche le tabelle elettroniche alle pensiline e il sistema per dialogare con i semafori

    Insediato da 15 giorni, Vicentini non s’è svegliato la mattina per promettere mari e monti. Piuttosto, ha convocato i media per spiegare qual è – già oggi – la realtà dell’azienda, frutto evidentemente di scelte indovinate nel passato e magari poco conosciuta. Così, cogliendo l’occasione, il direttore Umberto Rovini ha indicato oltre a quello che è stato fatto nel recente passato dalla presidenza Eberle anche le nuove realizzazioni di cui sopra, vale a dire il “chip” per fare funzionare i semafori a vantaggio del bus e le pensiline tecnologiche.

     

    Non sono obiettivi né di poco conto né da quattro soldi: dotare i mezzi di queste innovazioni significa investire un milione e mezzo di euro, dopo che per un’altra serie di dotazioni Svt ha speso in tre anni quattro milioni e mezzo di euro, metà dei quali giunti come contributo e l’altra metà ottenuti con mutui. “Su ogni bus della società – sintetizza Vicentini – ci sono quindicimila euro di nuova tecnologia”. E giù a spiegare, con l’ingegner Rovini primo attore. Ma per dimostrare quanto la proprietà creda nel nuovo corso, sono presenti all’incontro mobile che arrvia sino a Monte Berico Francesco Rucco, sindaco e presidente della Provincia, e l’assessore alla mobilità Matteo Celebron.

    È la giornata del direttore, si diceva, che illustra gli investimenti compiuti. Primo. Su ognuno dei 390 mezzi della Stv ci sono dalle 6 alle 8 telecamere: insomma, si vede tutto quello che accade dentro la vettura. Le registrazioni si conservano per 72 ore, ma l’autista può anche schiacciare un pulsante e salvare le riprese se accade qualcosa. Secondo. C’è un contapersone ai portelloni di uscita.

    Svt
    In ogni mezzo delle Svt ci sono dalle 6 alle 8 telecamere che riprendono tutto

    Può sembrare banale, ma quando si trasportano 23 milioni di persone in un anno (10 per il trasporto urbano e 13 per quello extraurbano) un accorgimento del genere serve, eccome. Terzo. Sul computer di bordo l’autista ha un pulsante che, in caso di problemi, allerta la centrale operativa che a sua volta può far scattare l’allarme al 112. Non è un’accortezza di poco conto: in media c’è un episodio alla settimana per cui si deve intervenire, sottolinea il direttore.

    Quarto. A proposito di sicurezza, va sottolineato il lavoro dei Rangers, compagnia privata che su incarico della Svt presidia le “aree problematiche” come sono definite; inoltre una pattuglia gira a disposizione. Quinto. A proposito di sicurezza, c’è anche un congegno che spegne automaticamente gli incendi che possono divampare nel vano motore. Sesto e settimo li abbiamo tratti sopra, e non riguardano le dotazioni di sicurezza ma quelle logistiche, cioè le tabelle che annunciano gli arrivi alle pensiline e il sensore elettronico che dialoga con i semafori.

    Investimenti per sei milioni sui 390 mezzi dell’azienda. Un programma che è iniziato nel 2018 e prosegue

    Insomma, Svt è un’azienda che punta su tecnologia e sicurezza per i propri passeggeri. Quattro milioni e mezzo più un altro milione e mezzo vuol dire un investimento da sei milioni nel giro di quattro anni e poco più. E non si tratta di interventi semplici, perché per installare le novità tecnologiche, come avverte il direttore Rovini, bisogna tenere fermo il mezzo per un certo periodo di tempo. Il che significa sostituirlo con altri che nel frattempo girano per trasportare passeggeri.

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