sabato, 2 Luglio 2022

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    Addio a Manlio Pastore Stocchi, critico letterario e docente universitario di alto livello

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    L’ultima sua presenza a Vicenza per le celebrazioni di Giacomo Zanella a Chiampo

    L’accademico e critico letterario Manlio Pastore Stocchi

    Addio a Manlio Pastore Stocchi, che se n’è andato pochi giorni fa. Aveva 85 anni ed era un cultore del poeta vicentino Giacomo Zanella. Lo studioso ha donato una grande messe di saggi che gli hanno fatto onore nell’ambito della filologia e della critica letteraria. Nato a Venezia 16 novembre 1935, si è fin da giovanissimo interessato allo studio della lingua e della letteratura  italiana, avendo sempre  attenzione per la  cultura veneta.  Insegnò all’università di Padova, ricoprendo prima la cattedra di Filologia medioevale e umanistica e successivamente quella di letteratura italiana, che era stata già nell’Ottocento di Giacomo Zanella.

    Membro di numerose accademie italiane, tra cui quella dei Lincei a Roma e quella Olimpica a Vicenza, fu membro dell’Istituto Veneto di Scienze, lettere ed Arti. Ha curato diverse edizioni delle opere di Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Giovanni Boccaccio, Carlo Goldoni.

    Vicenza gli deva molto, soprattutto quando nel 1988 insieme alla professoressa Ginetta Auzzas curò l’edizione delle poesie edite, rifiutate, disperse, postume e inedite di Giacomo Zanella in due volumi, editi da Neri Pozza. I volumi  fanno parte dell’edizione delle opere e delle lettere del poeta vicentino. L’edizione curata sostituiva quella predisposta nel 1910 da Arturo Graf per Le Monnier di Firenze. L’edizione  ha voluto ricostruire, come hanno dichiarato i curatori “criticamente l’itinerario poetico dello Zanella” offrendo “le ragioni stesse del suo costituirsi e del suo meritare la nostra memoria”, per cogliere “l’atmosfera di un mondo che Zanella ha interpretato e che in zanella si è rispecchiato, e rispetto al quale la poesia anche minore e più fragile dell’Abate si definisce e ha ragion d’essere come testimonianza di amoroso tributo”.

    E ciò fece non con quella sicumera che aveano certi filologi tedeschi che Zanella non amava, ma quel dolce accostarsi che rendevano vivi i versi del poeta. Manlio Pastore Stocchi scrisse parole di grande rilievo che dovrebbe essere tenute presente da chi dovrebbe avere maggiore cura del poeta “gloria dei Veneti” e non solo, stimato da Manzoni, Carducci e perfino da D’Annunzio.

    Manlio Pastore Stocchi ci ha invece evidenziato come per la poesia si debba avere “amore, passione” se di essa si intende cogliere il valore, quel “limae labor” con il quale il poeta vicentino s’affacciò fin da giovane al verso. Proprio nel suo ultimo intervento su Giacomo Zanella in una tornata esterna dell’Accademia Olimpica a Chiampo in occasione delle celebrazioni del bicentenario della nascita del poeta, l’affezione del critico si è palesata nuovamente e piace ricordarlo proprio con le parole che il vicentino dedicò a Virgilio. “Quant’ t’amai, Giacomo. E dopo tanto volger d’anni e di casi all’alma illusa / Ineffabile ancor suona il tuo canto”. (Italo Francesco Baldo).

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