Logo testata di vicenza

HomeRodiginoAdriaAdria, il punto sulla questione ex Coimpo

Adria, il punto sulla questione ex Coimpo

Il sindaco di Adria, l’assessore Matteo Stoppa e i consiglieri Mazzuccato e Andriotto fanno il punto sulla questione ex Coimpo, in un incontro pubblico a Ca’ Emo

Da sx: Devis Casetta – Matteo Stoppa – Omar Barbierato – Andrea Portieri – Sara Mazzucato – Cristian Andriotto

Secondo il cronoprogramma del progetto esecutivo approvato dalla giunta Barbierato, serviranno dalle 12 alle 16 settimane per effettuare la messa in sicurezza e la caratterizzazione dei rifiuti dell’ex Coimpo a Ca’ Emo. I lavori inizieranno nel momento in cui sarà espletato l’apposito bando per l’affidamento  degli interventi che si prevede di dover concludere per il prossimo settembre. Questo è quanto è emerso dall’incontro pubblico che gli amministratori hanno organizzato a Ca’ Emo, lo scorso 17 giugno. Una riunione alla quale hanno presenziato, oltre al sindaco, l’assessore Matteo Stoppa, i consiglieri Sara Mazzucato e Cristian Andriotto e i tecnici Andrea Portieri e Devis Casetta.

Ex Coimpo: il costo dell’intervento

La spesa complessiva dell’intervento sarà di circa 584mila euro di fondi pubblici, il 20% (146mila euro) a carico del bilancio Comunale e il rimanente 80% (420mila euro) da fondi pubblici veicolati attraverso la Regione Veneto. Il Comune di Adria è riuscito a ottenere l’importo a fondo perduto dopo aver partecipato a un bando regionale, attraverso la legge regionale 1/2009 a sostegno del DLgs 152/06.

Barbierato: “Risultato non scontato”

“Un risultato non scontato, ma necessario  per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente” ha precisato il sindaco di Adria, nel suo ruolo di autorità sanitaria locale. L’obiettivo della giunta Barbierato è stato infatti autorizzato dal giudice del tribunale di Rovigo, Laura Contini, lo scorso dicembre.

Il problema delle vasche

A dimostrare tecnicamente la necessità dell’intervento di messa in sicurezza, la spiegazione del tecnico Devis Casetta. “C’è il dubbio della tenuta della vasca D, il cui contenuto, dalla chiusura ad oggi, è diminuito di circa il 25% . E’ dal 2018 che si verificano fenomeni di non tenuta delle vasche, dove sono contenuti i rifiuti, con periodici trafilamenti di fango che finiscono sui piazzali, andando poi a contaminare i fossati circostanti” dice.

Adria, la messa in sicurezza del sito

L’azione di messa in sicurezza del sito di Ca’ Emo, intrapresa dal Comune ai sensi dell’art.250 del Dlgs 152/06, fa seguito all’inesigibilità delle polizze fideiussorie stipulate a copertura dei rischi ambientali da parte delle ditte, dopo che Gianni Pagnin e Matteo Luise, in termini di legge, non avevano presentato un piano per la messa in sicurezza dell’impianto Coimpo, come ordinato dal sindaco nel maggio 2020 (in base all’art.192 Dlgs 152/2006). Un atto preceduto dalla sentenza del giudice del tribunale di Rovigo (1571/2019) che ordinava agli imputati “Il ripristino dello stato dell’ambiente al sito Coimpo, nonché ai terreni dove erano avvenuti gli sversamenti dei fanghi dal 2013 al 2016.

Barbierato: “Ci siamo costituiti parte civile”

”Faremo di tutto per aggredire i patrimoni delle persone responsabili di quanto accaduto nel sito di Ca’ Emo – ha detto il sindaco Barbierato -. Non sarà facile, ma, se ci sarà una possibilità, si farà. Nel frattempo, ci siamo costituiti come parte civile in tutti i processi per ricercare la verità sui responsabili della tragedia che ha  segnato per sempre il nostro territorio”.

“Una volta terminata la messa in sicurezza strutturale delle vasche e dei silos ed eseguite le analisi sui campioni di fango, sapremo esattamente quali sostanze sono contenute nelle vasche e si potrà quindi procedere con la bonifica del sito di Ca’ Emo“ conclude il sindaco.

Le più lette