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“Atti vandalici a Cavarzere e Cona, abbiamo fallito come educatori”

Cavarzere, individuati i responsabili dei fatti accaduti negli ultimi mesi nel territorio, sarebbero dei giovanissimi del luogo che avrebbero agito per noia

Atti vandalici
Atti vandalici

“Fare atti vandalici per noia non porta a nulla di buono: si infastidiscono i cittadini, si deturpa il bene comune e si finisce agli arresti domiciliari”. Parole dure e intransigenti con cui il sindaco di Cona, Alessandro Aggio, apre un severo post Facebook contro i responsabili dei recenti disordini che hanno colpito il centro di Pegolotte e la città di Cavarzere. Continua ringraziando i Carabinieri di Cona e Cavarzere per l’attenzione che hanno prestato per mettere davanti alle proprie responsabilità dei ragazzi che a Pegolotte e a Cavarzere hanno dato il peggio di sé, frantumando un cartello sulle raccomandazioni Covid e causando diversi disagi urbanistici, come il blackout della pubblica illuminazione. 

Cavarzere, danno fuoco al riparo dei gatti “per noia”

A Cavarzere si sono spinti oltre, dando “fuoco al riparo per gatti” ed evidenziando ancora una volta come “il livello di civiltà si misura su come trattiamo gli esseri più indifesi”. 

Anche il sindaco di Cavarzere, Henri Tommasi, esprime il proprio rammarico in seguito a quest’ingiustificabile vicenda, precisando quanto doloroso sia sapere che “sono ragazzi del posto, figli di famiglie del territorio”

Cavarzere, Tommasi: “Atti vandalici? Abbiamo fallito come genitori e come società”

“Le prime reazioni sarebbero di rabbia – commenta Tommasi – ma da primo cittadino, e pensando alle famiglie che sono state interessate, prevale il dispiacere perché purtroppo abbiamo fallito. E parlo a nome di genitore di famiglia, ma anche come scuola, come società, perché non siamo riusciti a intervenire e fare in modo che questi ragazzi potessero svolgere attività più utili, non solo per loro stessi, ma per tutti”. 

Precisando che i ragazzi accusati non sono ancora stati definitivamente condannati, ma si è ancora in fase di indagine, il primo cittadino conclude nella speranza che, “se colpevoli, possa esserci pronto per loro un giusto percorso di inserimento, di rieducazione in modo che la pena non sia fine a sé stessa ma sia un punto di partenza per cambiare, imparare, maturare e rientrare in società con il giusto rispetto per loro stessi e per chi li circonda”. 

Samuele Contiero

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