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Bagnoli di Sopra, il Comune dice no al parco fotovoltaico

Arriva dalla provincia di Padova, per la precisione dal Comune di Bagnoli di Sopra, la ferma opposizione alla realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra

Fotovoltaico

L’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Milan ha approvato un atto di indirizzo con il quale manifesta la volonta’ di realizzare le installazioni di pannelli solari su aree marginali o sui tetti dei capannoni dismessi esprimendo così la propria contrarietà al progetto di un parco fotovoltaico che occuperà ben 40 ettari di suolo il Comune chiede espressamente alla Regione un intervento normativo per limitare e regolamentare gli impianti fotovoltaici destinandoli altrove.

L’iniziativa

Un’iniziativa che trova subito il pieno e convinto sostegno di Coldiretti Veneto, da mesi in prima linea con una mobilitazione che ha coinvolto in tutta la regione la società civile, le famiglie, le mamme e i ragazzi delle scuole, per chiedere lo sblocco del progetto di legge regionale con il quale mettere un freno alla proliferazione indiscriminata di installazioni che sottraggono ettari di campagna fertile.

La raccolta firme di Coldiretti

Coldiretti Veneto in meno di un mese ha raccolto oltre 24 mila firme, consegnate in voluminosi pacchi al Consiglio Regionale del Veneto, di altrettanti cittadini preoccupati per la diffusione di parchi fotovoltaici che poco hanno a che fare con iniziative green e sostenibili. A questo si aggiungono i 3.500 disegni dei ragazzi delle scuole che hanno declinato in messaggi colorati ed originali il loro amore per la natura e la voglia di difendere l’ambiente.

Bagnoli di Sopra contro il consumo di suolo

Come giustamente sottolinea l’amministrazione di Bagnoli di Sopra nel suo atto di indirizzo, nessuna contrarietà all’installazione di impianti di produzione di energia rinnovabile da fonte solare-fotovoltaico, purché “trovino collocazione sulle coperture e pareti dei fabbricati residenziali, artigianali ed industriali, e più in generale sulle coperture degli edifici, anche pubblici”. E’ proprio quanto Coldiretti sta chiedendo con fermezza da tempo sollecitando la Regione ad accelerare l’iter di approvazione del progetto di legge.

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