Logo testata di vicenza

Home Rodigino Adria Bottrighe, urge recuperare la palazzina dell'ex zuccherificio

Bottrighe, urge recuperare la palazzina dell’ex zuccherificio

Potrebbe diventare un polo culturale o museale, rappresenterebbe la memoria della comunità. Una tesi di laurea sul recupero dell’ex zuccherificio di Bottrighe

Bottrighe. Palazzina uffici direzionali dell’ex zuccherificio

Dall’idea di rendere omaggio, attraverso una via o piazzale, ai lavoratori dello zuccherificio di Bottrighe, sarebbe interessante portare avanti un progetto futuro per la palazzina uffici dello stesso ex stabilimento. Tanto che l’architetto Silvia Secchiero se ne è occupata nella sua tesi di laurea del 2017 dal titolo “Il luogo ritrovato: Restauro dell’ex zuccherificio di Bottrighe, tra bonifica ambientale e strategie di riuso sociale”.

L’ex zuccherificio

Dell’ex impianto, oltre ai due grandi silos, tutto il resto è stato abbattuto anni fa. Rimane la palazzina stile liberty, di interessante valore architettonico. L’edificio risale agli anni venti ed è stato costruito qualche anno dopo la messa in funzione dello stabilimento. La struttura, successivamente alla chiusura dello zuccherificio, fu sede uffici anche della Polychimica, tanto discussa in tutti questi anni, causa l’inquinamento lasciato. L’area è tutt’oggi legata al curatore fallimentare. Da due anni, un discreto buco si è creato sul tetto, nel tempo questo potrebbe cedere. Il segno dell’abbandono dell’edificio continua inesorabile e sarebbe un peccato che ciò andasse perduto.

Le proposte

L’amministrazione comunale non è direttamente coinvolta, essendo una proprietà privata, ma sicuramente può essere interprete presso l’attuale curatore per trovare un futuro al sito. Da tempo tiene banco la bonifica di quest’area e sembra che ormai in fase conclusiva. Il sito potrebbe diventare appetibile ed interessare, per eventuali espansioni, anche al prospicente stabilimento Mater-Biotech. Il comune potrebbe tentare di tenersi la palazzina e l’area circostante, cercando di valutare la possibilità di accedere a finanziamenti per il recupero di siti di archeologia industriale. Ma anche un eventuale accordo pubblico-privato. L’edificio, ristrutturato e mantenuto nel suo aspetto, potrebbe diventare un polo culturale, magari quale sede di ricerca storica o anche di un museo dell’industria saccarifera, rappresentando così il centro di memoria della comunità.

 

Roberto Marangoni

Le più lette