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“Cartura com’era nella storia dei soprannomi”: sabato 19 giugno la presentazione dello studio

Il libro “Cartura com’era nella storia dei soprannomi”, frutto di una lunga ricerca coordinata dal professor Ivano Cavallaro insieme al “Comitato Soprannomi di Cartura, verrà presentato sabato 19 giugno alle 20.45 ai giardini dell’Arena.

“Cartura com’era nella storia dei soprannomi”

In 300 pagine il volume ripercorre le vicende del paese partendo dall’origine di molti soprannomi che ancora oggi resistono, legati alle storiche famiglie del paese, come del resto succede in molte altre parti del Veneto.

Il libro “Cartura com’era nella storia dei soprannomi”

Il libro è una vera e propria miniera di informazioni, che si articola in più parti facendo perno sullo studio del professor Cavallaro, scomparso un anno e mezzo fa fa dopo aver portato a termine la ricerca.

Il comitato ha poi raccolto numerose testimonianze familiari, spesso raccontate in prima persona, che aprono un interessante spaccato sul tessuto sociale della seconda metà del Novecento mentre la puntuale trascrizione dai registri degli archivi parrocchiali restituisce una vivida testimonianza su come i soprannomi fossero molto diffusi nell’Ottocento ma anche su quali fossero le reali condizioni di vita all’epoca. Ne esce un ampio e composito affresco sulla storia di Cartura che ha nei soprannomi, spesso tramandati per generazioni, la sua chiave di lettura privilegiata.

“Cartura com’era nella storia dei soprannomi”. Il comitato

La presentazione

“Cartura com’era nella storia dei soprannomi”. La presentazione

Alla presentazione,  dopo i saluti del sindaco Pasqualina Franzolin, interverranno Piergiorgio Beltrame del Comitato, Nicola Stievano, direttore del mensile “la Piazza” e il professor Pier Giorgio Tiozzo Gobetto, che ha curato la postfazione del libro. Spazio anche ad alcune testimonianze di chi ha seguito il lavoro con il Comitato e ha dato il proprio contributo nel fornire il materiale e le storie familiari. “E’ un libro che aiuta a guardare il futuro aprendo il cassetto della memoria”, è l’efficace sintesi di Tiozzo Gobetto.

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