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Dolo, Contato: “A emergenza finita all’ospedale non verrà tolto nulla”

Sekal Microchirurgia Rovigo

Salute. “A emergenza finita all’ospedale di Dolo non verrà tolto nulla”. Queste le parole del direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima (Venezia), Edgardo Contato

Dolo, ospedale

“Finita l’emergenza, questo ospedale tornerà a brillare di tutte le sue eccellenze e nulla gli verrà tolto”. Significative le parole che ha pronunciato nelle scorse settimane il nuovo direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima (Venezia), Edgardo Contato, in occasione di un incontro avvenuto all’ospedale di Dolo, struttura che da oltre un anno è in trincea contro il coronavirus. L’hub covid hospital della provincia di Venezia ha aperto i suoi reparti al direttore generale che, assieme alla direttrice Francesca Ciraolo e i primari, lo ha visitato ed ha raccolto da parte del personale i racconti per gli sforzi e il lavoro di squadra costruito in questo anno della loro vita dedicato a combattere il virus.

I complimenti del dg alla struttura ospedaliera di Dolo

“Non avete vissuto mai un giorno senza pazienti positivi in reparto. – ha ricordato Contato. Vi siete messi a servizio della collettività con abnegazione, accettando e contribuendo alla metamorfosi di questo ospedale, che si è plasmato fino a diventare il primo fronte contro il virus. Ai complimenti il direttore generale ha fatto seguito con una promessa che rinvigorisce le speranze anche di migliaia di cittadini rivieraschi.

“Sforzi e sacrifici, i vostri, che non verranno dimenticati. Finita l’emergenza, questo ospedale tornerà a brillare di tutte le sue eccellenze e nulla gli verrà tolto”.

Comitato Bruno Marcato: “Verificheremo concretamente se quanto viene promesso si realizzerà”

Parole che non sono passate inosservate a chi da anni si batte per la salvaguardia del nosocomio dolese. Il Comitato Bruno Marcato ha così commentato. “Ci sembra giusto ricordare però che non è assolutamente scontato che l’ospedale ritorni com’era se non viene da subito liberato dalla presenza del Covid all’interno. Non sarà possibile perché i tempi dell’emergenza non saranno assolutamente brevi e soprattutto perché gli spazi alternativi non sono stati ancora individuati, tenuto conto che sarà una situazione consolidata anche nel futuro, pur senza emergenze. Inoltre, se permane ancora e senza soluzioni immediate tale scelta su Dolo, molti medici non torneranno più, alcuni se ne sono andati ed il personale sanitario rimarrà dove è stato collocato. Dire che tutto tornerà come prima è impossibile realizzarlo se non vengono fatte subito delle scelte. Verificheremo concretamente se quanto viene promesso si realizzerà. Vogliamo credere che l’ospedale di Dolo tornerà come prima, però se non viene risolta la presenza del Covid al suo interno, da subito non a fine emergenza, sarà impossibile. Più volte abbiamo proposto soluzioni alternative per consentire il mantenimento delle attività chirurgiche e sanitarie per il bacino della Riviera del Brenta (e non solo) lo abbiamo fatto inutilmente ed inascoltati. La direzione aziendale ha percorso strade opposte, spostando i reparti a Mirano e costringendo i pazienti con patologie anche gravi, a cercare soluzioni in altre strutture. Permane anche la chiusura delle prestazioni specialistiche ed ambulatoriali”.

Lino Perini

Sekal Microchirurgia Rovigo

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