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Este riparte da via San Fermo con l’intraprendenza dei giovani

Este reagisce alla crisi. Le storie di giovani che con intraprendenza hanno avviato una nuova attività in via San Fermo

La barberia di massimiliano Piccotin a Este

Le saracinesche rimaste abbassate per mesi si rialzano grazie all’intraprendenza di quattro giovani atestini. Così via San Fermo, che conduce all’ex ospedale, riprende vita. Massimiliano, con la sua barberia e il trio composto da Enrico, Giorgia ed Emanuele con il loro negozio di ortofrutta, hanno sfidato la pandemia aprendo due nuovi negozi. L’obiettivo è duplice: da un lato reagire all’emergenza Covid senza aspettare passivamente la fine della crisi, dall’altro restituire al quartiere Pozzetto due importanti servizi. A febbraio del 2020, quando il barbiere di suo papà ha chiuso i battenti, Massimiliano Piccotin, 23 anni, non ci ha pensato due volte e ne ha rilevato l’attività.

La testimonianza di Massimiliano Piccotin

“Mettermi in proprio durante l’emergenza è stata una scelta coraggiosa, di cui non mi pento assolutamente, anzi la rifarei subito” – confessa il 23enne, che fino a quel momento aveva lavorato come dipendente in altri saloni di Este e Monselice. Finito il primo lockdown e sistemate tutte le incombenze burocratiche, ha inaugurato il nuovo negozio “Max – il laboratorio del barbiere” a settembre del 2020. Nonostante le ulteriori limitazioni scattate nei mesi scorsi, è soddisfatto di come stanno andando gli affari. Il via vai di clienti di tutte le età lo conferma: agli anziani, ereditati dal suo predecessore si sono aggiunti parecchi giovani. “Spero di continuare serenamente a fare il barbiere qui, in una via che si sta ripopolando di negozi”.

La Bottega Ortense

Este. Bottega Ortense

Cinquanta metri più in là ha messo infatti radici la Bottega Ortense, l’ortofrutta nato dalla voglia di riscatto di tre cuochi under 40: Enrico Candeo, 39 anni, la sorella Giorgia, 32, e il compagno di lei, Emanuele Minin, 34. Tutti e tre vivono a pochi passi dalla bottega, nel quartiere Pozzetto in cui i fratelli Candeo sono cresciuti e in cui anche Emanuele si è subito sentito a casa. Il taglio del nastro risale a inizio aprile, in piena zona rossa. Enrico, con alle spalle 17 anni di esperienza in cucina, dirige uno stabilimento alimentare specializzato nel sottovuoto, mentre Giorgia ed Emanuele, chef nei più quotati alberghi di Venezia, erano a casa da un anno.

“Ci siamo lanciati in questa nuova esperienza per reagire alla crisi, forti del fatto di aver colmato un vuoto visto che l’ortofrutta del quartiere aveva chiuso da tempo” – spiega Enrico. I tre soci, nel ripristinare il servizio hanno aggiunto qualcosa in più, sfruttando l’abilità di cuochi: “Prepariamo anche verdure già cotte: cibi sani e “salvatempo” per chi non può stare a lungo ai fornelli. La nostra formula è piaciuta: abbiamo avuto un’ottima risposta dai cittadini”.

Maria Elena Pattaro

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