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Padova: l’ultimo miglio dell’Urbs Picta patrimonio dell’umanità

Urbs Picta: La decisione finale è attesa per la fine di luglio, un’occasione immensa da mettere subito a frutto

Interno della Cappella degli Scrovegni

Venezia e la sua laguna, Vicenza e le ville palladiane, Verona, le colline del Prosecco, i siti palafitticoli, le Dolomiti, le fortificazioni veneziane, l’Orto botanico di Padova. E adesso siamo davvero a un passo perché anche gli affreschi e le opere pittoriche che decorano i luoghi sacri e civili della Città del Santo, a partire dai capolavori di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, vengano riconosciuti patrimonio mondiale dell’umanità. Dopo il rinvio di un anno per la pandemia, pochi giorni fa è arrivato il primo giudizio favorevole sulla candidatura dell’Urbs Picta.

Tra il 16 e il 31 luglio è attesa la decisione finale dell’Unesco. “Un fatto straordinario”, lo ha definito esultando il presidente del veneto Luca Zaia. E lo è veramente, per più di un motivo. Prima di tutto perché Icomos (l’organo tecnico che procede alle valutazioni tecniche delle candidature) a differenza di quanto avvenuto in altre occasioni ha semplicemente risposto con alcune raccomandazioni per il completamento del dossier, chiedendo l’ampliamento del piano di gestione e la modifica della denominazione che dovrà essere “Cicli di affreschi del XIV secolo a Padova”.

Come dire, la vittoria ormai è dietro l’angolo: la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani, il Palazzo della Ragione, la Cappella della Reggia Carrarese, la Basilica e il convento del santo, l’oratorio di San Giorgio e quello di San Michele, il battistero della Cattedrale e naturalmente la Cappella degli Scrovegni potrebbero finalmente avere il posto che gli spetta.

Un’occasione immensa, per Padova e per il Veneto. “Un’eccezionale conferma dell’importanza della nostra storia, della secolare vocazione culturale e artistica che caratterizza la nostra terra e dell’impegno della nostra gente nella salvaguardia del suo patrimonio di valore per il mondo”, l’ha definita Zaia.

Perché se il verdetto finale sarà positivo, il Veneto sarà la regione con il maggior numero di siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità. E Padova – intesa nella sua interezza di comunità – avrà fra le mani un riconoscimento che è per sempre, ma ottenerlo quest’anno vale dieci volte tanto e metterlo subito a frutto è la grande sfida a cui la città è chiamata. Per dirla con le parole del sindaco Sergio Giordani, “Padova rinasce con la cultura”. Dita incrociate, allora.

Sara Salin

 

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