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Polesine, la mobilitazione dei sindaci contro le trivelle

Un ‘no’ secco e deciso è quello emerso dal Delta del Po veneto, che per tramite dell’Ente Parco ha formalizzato un ricorso dinanzi al TAR del Lazio contro il Decreto del Ministero della Transizione Ecologica 116/2021 sulle trivellazioni in Alto Adriatico.

Trivelle in mare

Durante un incontro, i sindaci del territorio hanno dato voce a una problematica che mina la sopravvivenza stessa dell’area deltina, che già in passato proprio per le estrazioni di metano ha visto un abbassamento del terreno fino a 3 metri a causa della subsidenza. Una questione che tra l’altro è già stata oggetto di un referendum abrogativo nel 2016, ma che ora vede i sindaci dei 9 comuni del Delta e la Provincia far fronte comune per la difesa dell’area costiera e del suo futuro.

Le istituzioni

Presenti oltre al presidente dell’ente e sindaco di Loreo Moreno Gasparini, i colleghi di Porto Viro Maura Veronese, Taglio di Po Francesco Siviero, Rosolina Franco Vitale, Ariano Polesine Luisa Beltrame, Porto Tolle Roberto Pizzoli (in rappresentanza anche della provincia) e Adria Omar Barbierato. In sala anche Alessandro Faccioli per la Regione Veneto, Eddi Boschetti di Wwf Rovigo e Giorgio Uccellatori di Confagricoltura, che hanno fatto notare come il problema delle trivelle interessi con conseguenze devastanti anche il mondo della pesca e dell’agricoltura.

Non solo subsidenza – si pensi ai costi esorbitanti sostenuti dal Consorzio di Bonifica per garantire sicurezza idrogeologica al Delta – ma anche tutela di bellezze naturali e paesaggistiche. Il Delta del Po sarà così difeso dall’avvocato Bruno Barel di Treviso e a più voci è già emerso l’invito ai ministri competenti a visitare e toccare con mano la fragilità del nostro territorio.

Barbierato: “Il nostro territorio continua a pagare gli effetti delle estrazioni degli anni ’50 -‘70”

“Una presa di posizione chiara, attivata per evitare il ripetersi di una triste pagina di storia – commenta il sindaco di Adria Omar Barbierato -. Il nostro territorio ha infatti pagato e continua a pagare gli effetti delle estrazioni metanifere degli anni ’50 -‘70 registrando picchi di abbassamento di 3,5 metri con una media di circa due metri sotto il livello del mare. Ad oggi il nostro Delta, è strettamente legato alle attività di bonifica e si avvale del lavoro di 38 idrovore e 117 pompe in funzione per una spesa totale di 2,4 milioni di euro all’anno in sola energia elettrica. Per il bene comune del nostro territorio, auspico che i partiti politici si esprimano con un’azione politica importante, per scongiurare l’incubo della subsidenza nel nostro territorio”.

Fabio Pregnolato

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