martedì, 16 Aprile 2024
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Venezia, allarme truffa del green pass vaccinale

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Scoppia anche a Venezia la truffa del green pass vaccinale. Con un link “civetta” i malviventi rubano dati sensibili o prosciugano il credito del cellulare. Molte le segnalazioni raccolte da Adico

Green pass

Le truffe informatiche – phishing e smishing in testa, con vittime predilette i correntisti delle banche e delle Poste – non hanno mai conosciuto un periodo così florido, tanto che, secondo i dati a disposizione di Adico, questa frode nella provincia di Venezia è praticamente triplicata da quando è scoppiata la pandemia. Ebbene, proprio per non farci mancare nulla, ora molti cittadini stanno segnalando un nuovo, odiosissimo raggiro, questa volta legato al green pass vaccinale.

Truffa del green pass: decine di segnalazioni nella provincia di Venezia

Solo questa settimana, l’associazione Adico ha ricevuto una decina di segnalazioni, quasi tutte dello stesso tenore: “credo di essere incappato nella frode del green pass, cosa posso fare?”. La modalità utilizzata dai malviventi è ormai collaudata e consiste nel condurre la vittima all’interno di un link civetta. Il messaggio – mandato tramite whatsApp, mail o sms – ricalca quello realmente inviato dal Ministero della Salute che invita il cittadino vaccinato a scaricare la certificazione cliccando determinati indirizzi e componendo specifici codici. Chi cade nel tranello, può trovarsi abbonato a servizi non richiesti, o può ritrovarsi il credito del telefonino prosciugato. Soprattutto, il rischio è quello di fornire dati sensibili, come il numero di carte di credito o dati bancari.

Garofolini: “Non ci sono margini per recuperare i soldi”

“A differenza delle decine e decine di pratiche che abbiamo aperto a favore di correntisti ai quali sono stati sottratti migliaia di euro dai propri conti con tecniche davvero sofisticate – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’associazione dei consumatori mestrina – crediamo che qui non ci siano margini per recuperare i soldi. Il motivo principale è che non esiste una controparte con cui confrontarsi. Non finiremo mai di dirlo, soprattutto in questi ultimi mesi: non bisogna mai aprire alcun link fino a quando non si abbia la certezza matematica della sua autenticità. Nel dubbio, meglio rivolgersi subito a persone più esperte nel settore informatico perché i margini di manovra per recuperare quanto perso sono praticamente nulli. Tranne nei casi che riguardano le banche e le Poste, molto inflazionati in questo anno e mezzo. Qui, infatti, le responsabilità degli istituti in questione in relazione ai loro sistemi di sicurezza sono evidenti”.