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Brusegana: un nuovo edificio polifunzionale per l’attività educativa e motoria

Brusegana. Interventi estivi alla scuola “Lombardo Radice” al XIII istituto comprensivo

La scuola primaria Lombardo Radice, parte del XIII Istituto comprensivo, a Brusegana (accesso da via Ciamician), potrà finalmente disporre di un edificio polifunzionale per attività motorie, laboratori didattici ed educativi.

Grazie al progetto, illustrato nel corso di una serata alla Consulta 6A, la struttura potrà essere disponibile anche come luogo di aggregazione per mamme e famiglie e feste comunitarie, diventando un punto di aggregazione e integrazione sociale del rione.

L’assessora Cristina Piva

Il progetto è destinato, inoltre, ad evitare spostamenti verso altre strutture durante l’orario scolastico, permettendo in questo modo un risparmio in termini di costi e tempi.

Il progetto è stato illustrato alla Consulta di quartiere 6A dall’assessora alle Politiche educative e scolastiche e al Volontariato, Cristina Piva.

All’interno dell’area di competenza del XIII Istituto comprensivo esiste un rione del quartiere Brusegana dove è presente una situazione sociale di bisogni e povertà educative – spiega l’assessora Piva -.

Si sviluppa all’interno della zona tra via dei Colli e via Sette Martiri dove, tra le piccole costruzioni residenziali esistono molti condomini di edilizia popolare di media grandezza, un tempo abitati da famiglie italiane ma ora popolati per lo più da famiglie con storie di migrazione che stanno sostituendo pian piano i nuclei familiari originari.

Questo mutamento ha condizionato il tessuto sociale che si è così trasformato in modo così evidente da far considerare urgente una progettazione educativa specifica sia per tutte le attività scolastiche che per quelle aggregative e sociali in modo da promuovere la costruzione di una comunità coesa”.

Cristina Piva: “Urgente una progettazione educativa specifica sia per tutte le attività scolastiche che per quelle aggregative e sociali”

In questa realtà di trasformazione secondo l’assessora Piva risulta indispensabile intervenire sui bisogni dei bambini e dei ragazzi che vivono esperienze di disparità e di povertà educativa, specialmente nell’attuale situazione sanitaria che amplifica le differenze e discrepanze anche all’interno di contesti che solitamente sono egualitari: la frequenza scolastica, il diritto allo studio, al gioco e alla partecipazione sociale.

La scuola primaria presente nel territorio, Lombardo Radice, è frequentata per il 57 per cento da alunni di origine straniera, spesso neo arrivati o appartenenti a famiglie non ben inserite nel tessuto sociale – prosegue l’assessora Piva –. All’interno di questa parte maggioritaria possiamo censire ben 16 nazionalità diverse.

Non essendoci fra queste un gruppo etnico forte, spesso le famiglie straniere tendono a isolarsi e questo fatto ha una ricaduta negativa nei rapporti fra scuola, società e famiglia. Prima dello scoppio della pandemia l’istituzione scolastica aveva iniziato un cammino di inclusione e interazione con le mamme e altre attività avrebbero potuto essere messe in atto ma poi tutto si è fermato e i problemi sono aumentati.

Come amministrazione riteniamo improrogabile un patto di alleanza educativa fra Comune, scuola, parrocchia, quartiere per costruire percorsi educativi di aggre- gazione e socializzazione. Serve però, a questo scopo, un luogo adatto, magari riconosciuto da tutti per la sua centralità educativa e per il suo valore universal- mente riconosciuto, che sia al centro della vita del quartiere e dove i ragazzi e le famiglie si sentano a “casa”. (n.m.)

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