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Dolo, Marco Tosatto: “Un anno e mezzo in trincea contro il covid”

L’esperienza da volontario del Pronto Soccorso del consigliere comunale Marco Tosatto: “Un anno e mezzo in trincea contro il covid”

Marco Tosatto

In prima linea nella lotta alla pandemia vi sono i medici, gli infermieri ma anche coloro che per primi sono chiamati a confrontarsi con i malati, gli operatori delle ambulanze. A gestire le emergenze nel territorio, automedica compresa, vi è Marco Tosatto che poche settimane fa ha festeggiato i 25 anni di attività al Pronto soccorso di Dolo.

Tosatto da settembre è anche consigliere comunale e nonostante ciò, conserva del tempo da dedicare al prossimo come volontario di protezione civile.

Come riesce conciliare al meglio tutto questo?

“Potrebbe sembrare strano ma la carica che mi da l’aiutare il prossimo è indescrivibile. E malgrado il mio lavoro mi impegni notevolmente, soprattutto in questo ultimo anno a causa del covid e pure l’incarico politico amministrativo non sia da meno, cerco e trovo sempre il tempo anche per fare del volontariato e rendermi ulteriormente utile ai più fragili e bisognosi, tanto che ormai è quasi un dovere morale trovare almeno uno o due giornate alla settimana, naturalmente sacrificando spesso il riposo dal lavoro e non ultimo la famiglia, per svolgere attualmente il servizio presso il palazzetto dello sport di Dolo, sede vaccinale della Riviera”.

Ha da poco festeggiato le nozze d’argento al Pronto soccorso di Dolo, cosa prova?

“Sono profondamente orgoglioso, al pari di far parte del gruppo comunale di protezione civile di Dolo, senza dimenticare di aver fatto parte della Croce rossa della Riviera del Brenta, della Croce verde di Padova, dove ho prestato servizio per oltre un decennio, e i 10 anni alle dipendenze del Comune di Padova.

Come ha vissuto questo ultimo anno di lavoro?

“E’ stato un anno di trincea che ha visto quotidianamente me, e naturalmente anche tutti i miei colleghi sanitari e non, impegnati giorno e notte in una cruenta guerra contro un nemico invisibile e purtroppo in molti casi pure invincibile. In questi lunghissimi mesi ho a malincuore dovuto assistere a scene, di persone di tutte le età, che sotto alle mascherine che erogano ossigeno, ti imploravano aiuto comunicando solo con lo sguardo, posso assicurare che non si scordano facilmente occhi rossi carichi di terrore. Per tutti questi motivi , soprattutto perché sono convinto e credo nella scienza, ho grande fiducia nella vaccinazione, un’arma efficace per sconfiggere questo maledetto virus”.

Lino Perini

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