Notizie
HomeVicentinoVicenzaIl Lanerossi in ritiro a Gallio due settimane per preparare la stagione...

Il Lanerossi in ritiro a Gallio due settimane per preparare la stagione di B in arrivo

Gli amministratori pubblici: “Vogliamo investire sul Vicenza e far diventare il ritiro un appuntamento fisso”

Un’immagine della conferenza stampa di amministratori pubblici e dirigenti del Lanerossi

Il Lanerossi cerca nell’altopiano l’ispirazione (e l’inspirazione, vista l’aria buona) per affrontare il prossimo campionato. Anche quest’anno, infatti, il ritiro del club biancorosso si terrà a Gallio. Ad annunciarlo è il presidente della Provincia di Vicenza, Francesco Rucco, assieme al sindaco di Gallio, Emanuele Munari, al sindaco di Roana, accompagnato dal vice, Elisabetta Magnabosco e Christian Vellar, all’assessore allo sport del Comune di Asiago Franco Sella, al direttore sportivo e al team manager del Lane, Giuseppe Magalini e Andrea Basso.

Il ritiro si svolge da venerdì 16 a giovedì 29 luglio. I biancorossi soggiorneranno all’hotel Gaarten e avranno a disposizione per gli allenamenti due strutture sportive: lo stadio Zotti di Asiago, concesso dal Comune, e lo stadio comunale di Gallio, concesso dall’amministrazione comunale di Gallio, entrambi in collaborazione con l’Asd 7 Comuni 1967.

Il ritiro è diventato possibile grazie al sostegno di Provincia e Comuni di Asiago, Roana e Gallio

Il ritiro ha trovato il sostegno della Provincia di Vicenza e delle amministrazioni comunali di Asiago, Gallio e Roana che hanno garantito un importante supporto per permettere al club biancorosso di tornare sull’Altopiano, vicino ai propri tifosi. Un ritorno che, come è stato sottolineato, non era per nulla scontato, ma che è frutto di un accordo tra gli enti e la società.

Un’altra immagine dell’incontro con la stampa in Provincia

Il forte legame tra il club biancorosso con la propria provincia e le sue montagne è stato sottolineato dal presidente Rucco: “Dall’anno scorso la Provincia di Vicenza scende in campo con il Vicenza grazie allo stemma apposto sulla maglia”, spiega Rucco, che vede in questo ritiro una opportunità per promuovere il territorio vicentino in tutta Italia. E prosegue: “La vittoria agli Europei ha accresciuto la voglia di tornare allo stadio, a tifare la nostra squadra che è un patrimonio di questa provincia sotto diversi aspetti”.

La ragione per la quale questo ritiro è tanto atteso la rivela Franco Sella: “Vogliamo che Vicenza veda nell’Altopiano una sede ideale proprio per il ritiro anche nei prossimi anni. Questo progetto non è solo dell’Altopiano, ma è una collaborazione con la Provincia per la promozione turistica”. Hanno agigunto gli amministratori locali: “L’augurio è che questa sinergia interessi sempre più Comuni dell’Altopiano e che diventi un appuntamento fisso, creando opportunità e campi estivi anche per i giovani”.

Sottolinea Magalini: “Il Vicentino è la nostra terra ed è qui che vogliamo continuare ad allenarci e a giocare. Abbiamo voluto esserci anche l’anno scorso, quando le regole covid hanno reso tutto difficile, e tanto più vogliamo esserci quest’anno, con la speranza e l’augurio di stringere un accordo perché l’Altopiano di Asiago diventi il luogo del nostro ritiro estivo per tanti anni ancora”.

Sella, poi, porta l’attenzione sui più giovani, sottolineando la necessità di sfruttare il ritiro del Vicenza per coinvolgere i settori giovanili. Per mercoledì 28 luglio, infatti, al campo da calcio di Roana è previsto l’incontro tra la rosa biancorossa e una rappresentanza di ragazzi delle giovanili dell’Altopiano. Di giovani, infine, parla anche Magnabosco: “Lo sport ci dà quella grinta e quella voglia di raggiungere un obiettivo che è un valore importante per le nuove generazioni». Il sindaco di Roana annuncia inoltre la visita di qualche esponente dell’area tecnica di Coverciano al ritiro biancorosso.

Domenica 18 ci sarà un saluto della squadra dalla piazza di Asiago. La presenza dei tifosi agli allenamenti è ancora in fase di definizione. Ad oggi non si sa se sarà possibile aprire in determinati giorni la tribuna.

Roberto Meneghini

Le più lette