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Padova: Azienda Ospedale, maratona di 7 trapianti in 36 ore

7 trapianti di organi: polmoni, cuore, reni e pancreas in sole 36 ore eseguiti dall’Azienda Ospedale Università di Padova

7 le persone che hanno potuto riacquistare una vita migliore grazie alle donazioni multiple di organo avvenute che hanno consentito di realizzare:

1 trapianto di cuore 

2 trapianti di polmone 

2 trapianti di fegato

1 trapianto di pancreas

1 rene 

I pazienti riceventi l’organo donato, 6 italiani e 1 di altra nazionalità, di età compresa tra i 35 e i 66 anni, sono attualmente monitorati, sotto stretta osservazione clinica, in fase post operatoria.

Il direttore generale Dal Ben

«Un ringraziamento a tutti i professionisti che hanno partecipato a questa “maratona”. Non è la prima e non sarà l’ultima ma è stato sicuramente un fine settimana molto inteso che ha occupato 120 operatori sanitari e diverse equipe chirurgiche.» commenta il direttore generale Azienda Ospedale Università Giuseppe Dal Ben. «Il tema della donazione è molto importante così come lo sono i donatori e il sistema che permette questo tipo di interventi. In particolare nell’Azienda Ospedale Università di Padova funziona egregiamente e la posiziona tra le eccellenze nazionali ed internazionali»

 

L’orgoglio di Zaia: “il covid non ferma i nostri medici. In prima fila in ogni momento dove c’e’ una vita da salvare”

Per la sanità veneta è stato un week end meraviglioso. Lottiamo per prevenire e curare il Covid, ma non arretriamo su nessun altro fronte. Un riconoscente ringraziamento ai trapiantisti padovani, alle decine e decine di uomini e donne che hanno trascorso il fine settimana a salvare vite e a ridare un futuro a chi non ne aveva”.

Lo dice il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in relazione all’eccezionale maratona chirurgica che ha visto eseguire 7 trapianti d’organo in altrettanti pazienti all’Azienda Ospedaliera di Padova.

Le capacità cliniche dei nostri chirurghi – aggiunge Zaia – sono note in tutto il mondo ma, quando si parla di trapianti, c’è dell’altro: una macchina complessa e perfetta, che coinvolge cento persone per ogni processo di donazione e trapianto, che parte da un centinaio di telefonate che si intrecciano, dal doloroso processo che porta all’assenso dei famigliari del donatore, dall’immediata disponibilità di tutti i sanitari coinvolti, dall’attivazione delle equipes. E quando in sala operatoria si accendono le luci, l’impresa è compiuta. La precisione di un orologio svizzero non basta. Serve di più”.

In questo caso c’è poi un valore aggiunto di grande significato: al nostro Centro Regionale Trapianti risulta che tra i donatori ci siano anche persone venete. La strada per incrementare il procurement di organi e tessuti, e rispondere a liste d’attesa nazionali, è ancora impervia, ma con la generosità dimostrata da queste famiglie che hanno donato gli organi di un loro caro che non c’è più, essere ottimisti è d’obbligo”.

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