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Possamai: “Ha fatto bene l’Ulss 8 a sospendere 40 operatori sanitari no vax”

“E’ giusto non retrocedere di un millimetro sulla campagna vaccinale”

“Sospendere il personale sanitario che non si vuole vaccinare crediamo sia una scelta doverosa a tutela della salute pubblica. È stata necessaria una legge sull’obbligo, adesso va applicata”.

Giacomo Possamai, capogruppo del Pd veneto a palazzo Ferro Fini, interviene sulle prime lettere di sospensione inviate dall’Ulss 8 Berica a 40 operatori sanitari. 

“Se non ci sono motivi certificati riguardanti lo stato di salute, è giusto sanzionare. Quindi bene ha fatto l’Ulss 8 a procedere in questa direzione: è evidente che la sospensione del personale rischia di aggravare ulteriormente la cronica carenza di personale, ma in questo momento dobbiamo dare messaggi chiari e non retrocedere di un millimetro nella campagna vaccinale”.

“Quindi, se non è possibile spostare il personale a mansioni dove non è a contatto con il pubblico, la sospensione diventa inevitabile. La sola via per uscire dalla pandemia è l’immunità di gregge, avere medici o infermieri non vaccinati – e il loro numero è ancora davvero troppo alto – rischia di far ripartire nuovi focolai, mettendo a rischio pazienti fragili a cui il siero non può essere somministrato. Nelle scorse settimane le due Ulss della provincia di Vicenza hanno inviato ben 4mila lettere al personale sanitario per chiedere i motivi della mancata immunizzazione”.

“Siamo in una fase difficile perché i contagi stanno aumentando, sebbene le ospedalizzazioni siano quasi stabili, stiamo parlando della possibilità di estendere l’obbligo del Green pass a tutta una serie di attività, che però non può prescindere da un’accelerazione della campagna vaccinale. E che a frenarla, oltre agli irriducibili complottisti no vax, sia anche il rifiuto del personale sanitario è inaccettabile”.

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