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Quinto di Treviso, due nuove rotatorie in arrivo

Due nuove rotatorie per Quinto. Verranno realizzate dal Comune lungo la Castellana vecchia e la Noalese

Dal Zilio

La prima rotatoria verrà realizzata al posto dell’incrocio tra la Castellana vecchia, via San Cassiano e via Biasuzzi. L’altra, lungo la Noalese, all’altezza del ristorante il Gambero, per mandare definitivamente in pensione l’incrocio tra la stessa Noalese, via Boiago e via Nogarè, punto dove inizia la pista dell’aeroporto Canova. Per la prima, quella della Castellana vecchia, si è in fase di consegna dei lavori. Il cantiere verrà aperto nelle prossime settimane. Per quella della Noalese, invece, bisognerà attendere un po’ di più.

Le due nuove rotatorie di Quinto pronte entro l’anno

“Contiamo comunque di vederle realizzate entrambe entro la fine dell’anno”, spiega Mauro Dal Zilio, vicesindaco e assessore ai lavori pubblici. L’intervento sulla Noalese vale quasi 654mila euro. Le spese saranno interamente coperte dal municipio, che non vede l’ora di poter mettere in sicurezza uno dei punti più critici della viabilità di Quinto.

I lavori

I lavori sono già stati appaltati l’11 giugno alla ditta di costruzione fratelli Girardini Spa di Vicenza. A breve ci sarà un nuovo incontro tra il Comune e la ditta. Poi non mancherà che la posa della prima pietra.

A proposito di lavori, Dal Zilio ora attende di poter iniziare a discutere con Save/AerTre, la società di gestione dell’aeroporto, l’impegno dei 9 milioni di euro inseriti nel master plan per lo sviluppo dello scalo sotto il capitolo delle mitigazioni.

Quinto, i fulcri del master plan

I fulcri sono essenzialmente due: il progetto per lo spostamento dell’edificio dell’asilo parrocchiale, che oggi si trova sotto la rotta degli aerei, e la messa in sicurezza dei tetti delle case, che negli anni sono stati spazzati dal cosiddetto “vortex strike” scatenato da alcuni velivoli in fase di atterraggio. Senza scordare altri interventi volti a ridurre l’impatto ambientale legato all’attività del Canova, a partire dalla riduzione del rumore. Su questo fronte è stata prevista una ripartizione dei decolli in direzione sia di Quinto che di Treviso, verso i quartieri nella parte sud del capoluogo.

Dal Zilio: “Adesso che lo scalo è stato riaperto, è importante che rispetti i limiti”

“Il master plan prevede che il 21% dei decolli avvenga su Treviso. Sarebbe inaccettabile discutere quello che ha firmato il ministro – conclude Dal Zilioadesso che lo scalo è stato riaperto, è importante che rispetti i limiti. Il tetto ora è stato inequivocabilmente fissato a 22.500 movimenti all’anno. Non dimentichiamoci che nel 2019 erano già stati superati i 24mila movimenti. Per il resto, attendo di poter discutere degli interventi di mitigazione: dallo spostamento dell’asilo a quelli sui tetti contro il vortex strike”.

Mauro Favaro

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