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Rovigo, quartiere della Tassina: arriva il controllo di vicinato

Ieri mattina, nella sala d’onore di palazzo Nodari, c’è stata infatti la firma, per l’affiliazione e l’ufficialità del controllo del vicinato nel quartiere della Tassina a Rovigo.

Rovigo, quaritere della Tassina. Controllo di vicinato.
Da sx: Campanile e Gaffeo

Il 6 febbraio dello scorso anno, dopo che nel 2019 i cittadini del capoluogo si erano mobilitati per l’iniziativa di controllo del vicinato, il sindaco Edoardo Gaffeo aveva approvato il Progetto di controllo di vicinato, con il relativo protocollo d’intesa e il vademecum operativo. Sempre la giunta aveva individuato il modello di convenzione che sarà stipulato con i singoli gruppi di controllo di vicinato che, se vorranno aderire al progetto, dovranno costituirsi in associazione.

Rovigo, i gruppi di controllo del vicinato

Sul territorio comunale sono sorte spontaneamente iniziative tra i cittadini residenti, finalizzate ad assicurare un maggior presidio del territorio, attraverso una forma di controllo, che consiste in un’attività di monitoraggio e osservazione al fine di individuare possibili situazioni di allarme sociale e a contribuire così all’innalzamento degli standard di sicurezza della comunità locale.

I primi gruppi: da San Bortolo alla Tassina

I primi residenti a formare un gruppo con tali compentenze sono stati gli abitanti del quartiere San Bortolo, ad aprile 2019, grazie a Cristina Facco e Patrizia Rava, che hanno appunto dato vita al controllo di vicinato, per collaborare con le forze dell’ordine e prevenire i crimini. Qualche mese dopo c’è stata la raccolta firme dei residenti di via Cime di Lavaredo, nel quartiere Tassina, che reclamavano inoltre la necessità di installare due punti luce per dissuadere i malintenzionati. A fine luglio 2020 una trentina di famiglie della Tassina si era detta già pronta e organizzata, con tanto di gruppo WhatsApp, utile a scambiarsi messaggi utili per fermare in tempo i furti nelle abitazioni, che erano stati numerosi negli ultimi anni. Ora si è arrivati all’accordo con l’amministrazione comunale e il comitato spontaneo della Tassina può dirsi soddisfatto di avere portato a casa un obiettivo inseguito da due anni.

Gaffeo soddisfatto

“E’ motivo di soddisfazione – ha detto il sindaco Edoardo Gaffeo -, essere arrivati a conclusione di un progetto in cui crediamo molto. Questo è il secondo passo importante di un percorso attivato con i gruppi organizzati di cittadini, nell’ambito di un protocollo validato dalla prefettura. Una modalità per vivere il proprio quartiere in sicurezza, rendendosi disponibili a monitorare il territorio secondo regole ben definite. E’ una forma di democrazia partecipata”.

Rovigo, quartiere della Tassina: controllo di vicinato contro truffe e furti

Soddisfazione anche dal referente Renato Campanile. “E’ nostra intenzione – ha detto -, portare più sicurezza nel quartiere. Un’esigenza nata a seguito di eventi predatori avvenuti qualche anno fa nel quartiere, come truffe agli anziani e furti in appartamento o alle auto in sosta. Abbiamo deciso di unirci per dare un contributo alla tranquillità di tutti, segnalando persone o fatti sospetti”.

La chat

Già attivata un’apposita chat su WhatsApp, in totale le persone coinvolte sono 150, per una sessantina di famiglie. La convenzione precisa che il referente del Gruppo è l’unico soggetto che, nell’ambito di questo modello di sicurezza urbana integrata, potrà entrare in contatto con la Polizia Locale ai fini dell’operatività del Progetto, per comunicare le segnalazioni, aventi le caratteristiche in seguito prescritte, provenienti dai membri del Gruppo.

Il ruolo del referente

Inoltre, è compito prioritario del referente, quello di effettuare una preliminare valutazione delle segnalazioni provenienti dai membri del Gruppo, in modo da selezionare solo quelle che, adeguatamente circostanziate e definite, evidenzino in concreto eventi anomali di rilievo per la sicurezza urbana (ad esempio: allarmi, rumori, passaggio continuo di persone sospette, ecc.) verificatisi nell’area oggetto dell’attività di controllo di vicinato. Il referente effettuerà le predette valutazione sulla base dei criteri che potranno essere indicati dalle Forze di Polizia.

L’articolo 3 della Convenzione

L’articolo 3 della convenzione stabilisce che l’attività dei membri del Gruppo che aderisce al progetto di controllo del vicinato deve essere tassativamente limitata alla mera osservazione delle aree del territorio di competenza e alla segnalazione al “referente” del gruppo dei fenomeni di rilievo che possono destare allarme sociale. I membri del Gruppo devono trasmettere le proprie segnalazioni solo al “referente” perché questi possa effettuare la valutazione preliminare.

I divieti

I divieti previsti dalla Convenzione sono: vietare le ronde e qualsiasi altra forma di pattugliamento del territorio; è vietata ogni attività che possa incidere sulla riservatezza personale altrui; è vietato porre in essere comportamenti incauti o imprudenti che possono essere causa di un pericolo per se stessi o per gli altri; è fatto divieto di utilizzare uniformi, emblemi, simboli, altri segni distintivi o denominazioni riconducibili, anche indirettamente, ai corpi di Polizia statali e locali, alle Forze Armate o ad altri Corpi dello Stato, ovvero che contengono riferimenti a partiti, movimenti politici e sindacali, nonché sponsorizzazioni private. Referente del Comitato è Renato Campanile, vice referenti: Angelo Maffione, Adriano Ravotti, Isawi Mosè.

Marco Scarazzatti

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