Logo testata di vicenza

Home Breaking News Trebaseleghe, no alla violenza sulle donne: inaugurata la panchina rossa al Bike...

Trebaseleghe, no alla violenza sulle donne: inaugurata la panchina rossa al Bike Park Km 99

Inaugurata panchina rossa al Bike Park Km 99 di Trebaseleghe. Miotti (Fdi): “La violenza contro le donne è una piaga sociale e la pandemia ha aggravato la situazione. Denunciare violenze, senza indugio”

Panchina rossa Trebaselghe
Panchina rossa Trebaselghe

Si è tenuta ieri sera, presso il Bike Park Km 99 sito in via Caovilla 25/C nel Comune Trebaseleghe (PD) in località Silvelle, l’iniziativa “L’AMORE NON UCCIDE” promossa dall’Associazione “Vivilveneto Onlus” di Trebaseleghe (PD) in collaborazione con l’Associazione di Volontariato “Un Cuore da Cavaliere – O.D.V.” di Mirano (VE).

A Trebaseleghe una nuova panchina rossa contro la violenza sulle donne

La manifestazione ha avuto inizio con la posa di una Panchina Rossa nel parco per sensibilizzare la cittadinanza sul tema della violenza contro le donne: alla cerimonia hanno partecipato il Sindaco Antonella Zoggia, il Questore dr.ssa Isabella Fusiello, il già Sindaco di Padova Giustina Destro, le rappresentanze delle Associazioni promotrici e del territorio e delle Forze dell’Ordine padovane e, per la Provincia di Padova, il Consigliere Provinciale con delega all’ambiente Fabio Miotti (Fratelli d’Italia).

Trebaseleghe, Miotti: “Violenza sulle donne: possono contare sulla vicinanza delle istituzioni”

La violenza contro le donne è una piaga sociale che sta assumendo contorni sempre più gravi ed inaccettabili: le cronache riportano troppo spesso di episodi di odio, stalking e delitti efferati. Si sta certamente sviluppando una nuova sensibilità su questo tema, ma possiamo e dobbiamo fare molto di più” ha dichiarato Miotti nel suo intervento. “Ai volontari di ‘Vivilveneto Onlus’ e ‘Un Cuore da Cavaliere’ va il plauso di aver organizzato una delle prime manifestazioni in presenza sul tema dopo mesi e mesi di chiusura a causa della pandemia: un lungo periodo di isolamento sociale che molte, troppe donne, hanno dovuto trascorrere in compagnia dei loro aguzzini. A loro dobbiamo chiedere di denunciare, senza indugio, e dir loro che potranno sempre contare sulla vicinanza delle istituzioni, dei centri antiviolenza e di un tessuto sociale particolarmente attento e sensibile”.

Lo dobbiamo a tutte le donne che hanno già subito o stanno subendo episodi di violenza, e lo dobbiamo alle giovani generazioni che devono poter crescere in una società caratterizzata da un’educazione ed una cultura diverse” ha concluso il Consigliere Provinciale.

Le più lette