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Veneto, Lorenzoni: “Risposte precise dalla Commissione di inchiesta su Covid”

Riunita per la prima volta la Commissione di inchiesta sulla gestione della seconda ondata di Covid in Veneto. Il commento del consigliere Arturo Lorenzoni

Arturo Lorenzoni

“Il Veneto non ha inserito i dati per attivare la APP Immuni. Vero, dopo non è più stata sostenuta dal Governo; tuttavia, se nessuno riportava i valori è logico che non sia stata efficace. Mistero, inoltre, sulla sorte della APP Zero Covid: doveva essere operativa da luglio del 2020, successivamente ad ottobre. In realtà, nonostante gli annunci, non si è mai vista”. Porta questi esempi il portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale, Arturo Lorenzoni, a margine della prima riunione della Commissione sulla seconda ‘ondata’, richiesta da tutti i gruppi di minoranza.

“Ho assistito come uditore, poiché non sono uno dei cinque componenti delle opposizioni nominati – spiega Lorenzoni – Nell’occasione sono state sentite la dottoressa Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico, il laboratorio dove si studiano le sequenze del virus, e la dottoressa Francesca Russo, direttrice della Direzione Prevenzione e Sanità pubblica della Regione Veneto”.

Covid in Veneto, Lorenzoni: “Tante domande senza risposta”

“Entrambe hanno fornito molte informazioni di carattere tecnico, e di questo siamo loro grati. Tuttavia, tante delle domande poste dai cinque rappresentanti non hanno trovato risposte precise e puntuali. In sede di riunione è stato riferito che a breve verrà inviata della documentazione specifica. Ci auguriamo sia davvero così”.

E’ lecito chiedere – osserva il consigliere – perché il Veneto resti la regione con il più alto numero di contagi durante la epidemia, dati ISS, ad eccezione di Bolzano e della Valle d’Aosta, è ancora più difficile rimane da capire, soprattutto per la diversa incidenza della seconda ondata rispetto alla prima e la terza. Non si tratta di cercare responsabilità, che non sono oggetto del lavoro del Consiglio regionale, ma di comprendere ciò che è accaduto per un futuro migliore in sicurezza.

“Credo – conclude Arturo Lorenzoni – A nulla giovi ostinarsi a presentare una narrazione a senso unico, che di fatto, presenta il Veneto come la regione che ha gestito meglio degli altri: i numeri ufficiali dell’Istituto Superiore di Sanità dicono, purtroppo, il contrario”.

 

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