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Asiago, sulla “guerra” tra Comune e consorzio del formaggio Riva invita: “Deponete le armi”

Il consorzio ha impugnato al Tar la delibera con cui il Comune ha introdotto la Deco “Comune di Asiago”

Vladimiro Riva Vicenza è
Vladimiro Riva, consigliere delegato del consorzio di promozione turistica “Vicenza è”, amico di Gino Veronelli e sostenitore delle “Deco”

Nella “guerra” tra il Comune di Asiago e il consorzio di tutela del formaggio che dalla città prende il nome, a proposito della “Deco” approvata dal Comune con la dicitura “Comune di Asiago”, è da registrare una dichiarazione di Vladimiro Riva, consigliere delegato del consorzio di promozione turistica “Vicenza è”. Grande amico prima e sostenitore delle idee di Gino Veronelli, Riva naturalmente difende la “deco” e cerca di convincere i belligeranti a deporre le armi perché alla fine non ne guadagna nessuno.

“Una battaglia anacronista, fratricida e forse anche folle”

Le armi sono quelle giudiziarie, perché la “guerra” si sta combattendo con carte bollate e tribunali. Come si ricorderà, e come sintetizza Insider Diary da cui prendiamo questo stralcio, lo scorso maggio una delibera dell’amministrazione cittadina introduce la De.co. “Comune di Asiago” e il relativo regolamento, con l’obiettivo di tutelare e soprattutto valorizzare le attività agroalimentari e artigianali tradizionali locali di cui Asiago e l’Altopiano sono ricchissimi.

Tantissime le piccole realtà artigianali che vi operano e tantissimi anche i prodotti locali caratteristici, frutto di un territorio montano ricco e favorevole e di una tradizione antica. L’operazione, quindi, si inserisce nel più ampio quadro del marketing territoriale, aggiungendo un altro tassello, quello dei prodotti tipici, alle iniziative per la promozione turistica di Asiago.

“Rispettate gli uomini che camminano la terra e non i corridoi e producono il latte”

Asiago municipio piazza CarliLa delibera però viene impugnata dal Consorzio di tutela, che ha presentato un ricorso al Tar Veneto per ottenerne l’annullamento. Nell’atto presentato dal presidente Fiorenzo Rigoni, si sostiene che tra i prodotti tipici locali identificati nel regolamento, ci sono anche “quelli agroalimentari derivanti da attività agricola o zootecnica o dalla lavorazione e trasformazione degli stessi”, come si legge nel documento presentato dal Consorzio.

“Le De.co. creano confusione e, quando si sovrappongono alle denominazioni d’origine protetta, l’intervento è un atto dovuto”. Ha risposto l’assessore Nicola Lobbia: “È incredibile chiedere agli asiaghesi di non poter usare il nome della propria città”.

“E’ irragionevole mettersi a litigare e non fare squadra quando i problemi veri sono le imitazioni del formaggio Asiago in Cile”

A questo punto interviene Riva: “Questa battaglia la considero anacronistica, quasi fratricida e forse folle fra un Consorzio di tutela del formaggio dop contro il Comune di Asiago che, come molti Comuni in Italia, ha ritenuto di procedere per deliberare dei prodotti come denominazione comunale (De.Co.) anche per utilizzare questa produzione a livello di marketing territoriale”.

“Come hanno già fatto altri Comuni dell’Altipiano Sette Comuni come Rotzo con la sua celebre patata, Lusiana-Conco con il sedano di Rubbio, il frumento Invernisso, le mele e pere, la pregiata carne secca, Gallio con il cavolo, la patata rossa e il pan Paciugo”.

“Un atto del sindaco, che non costa nulla ai produttori, a quelli che camminano la terra. Mentre nessuno chiede contributi alle istituzioni. Non so a chi daranno ragione i giudici dei Tribunali negli eventuali gradi di giudizio, ma così non sarà da parte della Corte d’appello dell’intelligenza, perché ritengo irragionevole mettersi a litigare su un prodotto quando lo stanno imitando anche in Cile. Penso ci sia un valore più alto da difendere, che è quello dell’appartenenza dei prodotti alla cultura di un Paese e di un luogo, quindi alla sua economia”.

“Per questa ragione invito chi ha avviato questa lotta a rinunciarvi, soprattutto per il rispetto di quegli uomini che, camminando la terra e non i corridoi, allevano le mucche e portano il buon latte di montagna perché venga prodotto un buon formaggio. Di Asiago”.

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