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Olimpica Losanna, arte e fascino liberty riflessi sul Lemano

La città del cantone Vaud, sede del CIO celebra i Giochi con il suo spettacolare museo Una cena sul battello La Suisse regala atmosfere vintage e splendide viste sul lago Come i terrazzamenti vitati del Lavaux, paesaggio Unesco. Il mito di Chaplin a Vevey e quello di Mercury a Montreux

Losanna
Losanna

Mentre la fiamma olimpica sul cielo di Tokyo si è spenta al termine della XXXII Olimpiade dell’età moderna, una fiamma olimpica ideale continua ad ardere a Losanna, la capitale del movimento dei cinque cerchi dal lontano 1915. Losanna, splendida città sulle rive del Lago Lemano, accoglie anche le spoglie del barone Pierre de Coubertin, colui che nel 1896 ha rifondato i giochi. Non solo: a Losanna ha sede il Comitato Olimpico Internazionale e si è concretizzato il sogno di un Museo Olimpico, esposizione multimediale che ogni anno regala suggestioni a oltre 150.000 visitatori. Parte da questa istituzione dello sport, che dopo la recente ristrutturazione davvero immerge in un mondo di immagini e di interazioni coinvolgenti (memorabilia di ogni genere, video emozionanti sulle varie cerimonie di apertura, richiami ai giochi della classicità), il ‘viaggio’ alla scoperta di questa città svizzera di fondazione romana, capitale del Vaud, storico cantone di espressione francese.

Che Losanna sia gelosa custode delle sue tradizioni lo testimonia un rito che si compie ininterrottamente ogni notte dal 1405. Dalle 22 alle 2, allo scoccare di ogni ora, dalla torre campanaria della cattedrale di Losanna si affaccia il ‘guardiano’ della città (il Guet), avvolto nel suo mantello e con in testa un grande cappello nero. Rassicura la città che tutto va bene. Il suo compito un tempo era quello di lanciare l’allarme in caso di incendio, ora è quello di conservare un rito. Dal 1960 è Renato Häusler a svolgere questo servizio, con una decina di collaboratori. Aspettare la sua apparizioni ai piedi del campanile, ammirando dall’alto il panorama sulla città che si rispecchia sul lago, fa tornere indietro nel tempo.

Losanna, elegante e raffinata Losanna. I suoi storici hotel in puro stile liberty sul lungolago ricordano i fasti di un’epoca che in realtà, in questa città dal discreto fascino cosmopolita, non sono mai tramontati. All’Angleterre soggiornò a lungo il Byron, al Beau Rivage Cocò Chanel, inseguita dalla storia e dalle compromissioni con i tedeschi durante la seconda guerra mondiale, prima di farsi perdonare con la sua arte e le sue creazioni di moda. Presto in città sarà completato un itinerario a lei dedicato.

Imperdibile la crociera vintage sul lago a bordo dello storico battello La Suisse. Un’imbarcazione varata nel 1910 che ancora svolge il suo servizio di linea collegando tutte le perle del lago Lemano, toccando anche la sponda francese.

In tema d’arte Losanna è anche la capitale del’Art Brut, l’arte primigenia. Quella fatta da chi la produce come ‘sfogo’, senza volerla mercificare. Un’arte che ricorda quella di certi popoli primitivi. Il museo La Collection de l’Art Brut, fondato nel 1971 da Jean Dubuffet e ricco di oltre 60.000 pezzi, propone sculture, disegni di autodidatti, tele, oggetti fatti con i materiali più disparati, opera di artisti che sono diventati tali dopo aver provato il disagio della strada, del carcere, dell’ospedale psichiatrico… Di recente il museo ha dedicato un focus all’artista veronese Carlo Zinelli. Le sue opere finirono a Dubuffet grazie all’intermediazione di Vittorino Andreoli, psichiatra dell’artista.

Olimpica Losanna, arte e fascino liberty riflessi sul Lemano La città del cantone Vaud, sede del CIO celebra i Giochi con il suo spettacolare museo Una cena sul battello La Suisse regala atmosfere vintage e splendide viste sul lago Come i terrazzamenti vitati del Lavaux, paesaggio Unesco. Il mito di Chaplin a Vevey e quello di Mercury a Montreux Svizzera Il Museo Olimpico di Losanna e la fiamma sempre accesa. Sotto, da sinistra: lo storico battello La Suisse a bordo del quale si può anche cenare, il museo dedicato a Charlie Chaplin a Vevey e la statua di Freddie Mercury a Montreux. Più sotto: il paesaggio del Lavaux, il ‘Guet’ (il guardiano della città) e un’opera di Zinelli alla Collection de l’Art Brut di Losanna di Renato Malaman Poco fuori Losanna, a Vevey, c’è un altro museo da non perdere, premiato tre anni fa come il migliore d’Europa: è quello dedicato a Charlie Chaplin. E’ stato allestito nella sua bella dimora con parco, dove dal 1953 ha trascorso i suoi ultimi anni con la numerosa famiglia. Un museo anche in questo caso multimediale, con una ricca parte video, ricostruzioni di set di suoi film, oggetti, tocchi d’arte per far rivivere il mito di questo straordinario attore, che si battè molto anche per i diritti dei lavoratori.

Restando fra gli artisti, come si fa a non rendere omaggio a Montreux al genio di Freddie Mercury? Il mito dei Queen visse in questa bella stazione di villeggiatura la sua stagione artistica cruciale. Qui incideva i suoi dischi: lo studio è tuttora allestito nel complesso del casinò. Alla statua che lo raffigura in riva al lago, se ne sono aggiunte molte altre (donate da istituzioni e privati) che ricordano altri cantanti che hanno segnato la loro epoca, come Aretha Franklin, Ray Charles, Elton John… Anche Montreux esprime charme attraverso i suoi storici hotel e attraverso il suo famoso festival internazionale del jazz. Nei giorni scorsi si è esibito anche Zucchero.

Ultima tappa dedicata al Lavaux, spettacolare zona di vigneti che sorgono su terrazzamenti costruiti dai monaci in epoca medievale. Un paesaggio di solenne bellezza, entrato a far parte del patrimonio Unesco. Tra le viti eroiche abbarbicati quasi a strapiombo sul fianco delle colline sorgono pittoreschi villaggi, divenuti celebri per le cantine dove sui produce il bianco autoctono Chasselas. Ad Epesses Blaise Duboux, uno dei vignaioli che hanno sposato la filosofia del biodinamico, mentre guarda il lago all’ombra di un secolare melo cotogno, ha parole di gratitudine per i monaci cistercensi che hanno realizzato questa meraviglia: “Facciamo del buon vino – dice – anche per onorare la loro preziosa opera”.

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