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Padova: ex Amusement Park, quattro studenti del Belzoni e la città che verrà

Guizza, un progetto per trasformare un luogo abbandonato in un centro culturale. I ragazzi hanno studiato, progettato, pensato costruzioni e impianti, considerando in ogni mattone la storia dei borghi, delle città e del mondo

Il recupero green progettato dai quattro studenti della 5A del Belzoni per l’ex Amusement Park alla Guizza oggi in stato di degrado
Il recupero green progettato dai quattro studenti della 5A del Belzoni per l’ex Amusement Park alla Guizza oggi in stato di degrado

Quattro studenti dell’Itis Belzoni di Padova, che hanno conseguito il massimo dei voti alla maturità, hanno elaborato un progetto per ripensare e rigenerare interi pezzi di città, in questo caso l’ex Amusement Park alla Guizza.

I protagonisti del progetto

I protagonisti di questo progetto innovativo, che ripensa uno spazio in disuso pensando, nel contempo, alla città che verrà, sono Damiano Tramarin, Emma Frasson, Alessandra Martellato ed Elena Zorzan. I quattro giovani studenti dell’istituto di via Speron Speroni hanno studiato, progettato, pensato costruzioni e impianti, considerando in ogni mattone la storia dei borghi, delle città e del mondo, concordando le modifiche agli spazi col Comune. Questo spazio abbandonato, nelle loro intenzioni, potrebbe trasformarsi in un centro culturale, nel cuore civico della città accorciando la distanza tra periferie e quartieri benestanti, dove lo sport è a servizio di giovani e inclusivo per tutti. I quattro giovani sono studenti della classe 5A, composta da 23 ragazzi che hanno ottenuto tutti una media altissima di voti alla maturità targata 2021, mettendo a punto progetti e soluzioni tecniche per ripensare e rigenerare interi pezzi di città. Tra questi “sguardi” quello dedicato all’ex Amusement Park in via Fogazzaro, alla Guizza. Damiano, Emma, Alessandra ed Elena sono stati seguiti dai docenti Ester Antonelli e Davide Zupperdoni che hanno individuato quattro ambiti progettuali per altrettante soluzioni spaziali e funzionali: istruzione, spazi per la cultura, residenza e sport.

Padova punta sull’evoluzione dei luoghi della socialità

“I nuovi progettisti sono chiamati ora più che mai a guidare l’evoluzione dei luoghi per la socialità, l’apprendimento, lo svago, il lavoro e l’abitare prendendo coscienza delle scelte corrette e scorrette effettuate in passato” hanno sottolineato gli insegnanti di un istituto che, ogni anno, sforna giovani talenti pieni di entusiasmo e voglia di innovare. I ragazzi, in particolare, hanno studiato, progettato, pensato costruzioni e impianti, prendendo in considerazione geopedologia, economia ed estimo, tutto per un futuro sostenibile e con la guida del testo di Mario Cucinella per il quale l’architettura è immaginata con una visione umanistica secondo cui, in ogni mattone, si può trovare la storia dei borghi, delle città e del mondo.

Nella realizzazione di un centro culturale i ragazzi hanno individuato il cuore civico della città come lo “Stavros Niarchos” di Atene, uno spazio destinato a superare le condizioni di diseguaglianza abitativa e non solo. Il progetto, che potrebbe rappresentare un volano per l’avvio di esperienze di progettazione pilota, ha visto concordare proprio con il Comune volumi, coefficienti, coperture e spazi verdi. “I miei complimenti a Damiano Tramarin, Emma Frasson, Alessandra Martellato ed Elena Zorzan, e a docenti la cui missione – evidentemente e a giudicare dai risultati – va ben oltre le ore di lezione. Bravi!” ha scritto il presidente della Regione Luca Zaia congratulandosi con i quattro studenti e con i docenti dell’Itis.

Nicoletta Masetto

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