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“Padova mondiale non dimentichi le periferie”

Sigillo UNESCO. Le ricadute sulla città e i giudizi dei padovani

La Cappella degli Scrovegni e la Basilica di Sant’Antonio sono tra i monumenti di Padova più conosciuti al mondo. Soddisfazione per il Sigillo UNESCO arriva anche dal Rettore della Basilica di Sant’Antonio, padre Oliviero Svanera. “Tre degli otto siti riconosciuti appartengono al complesso della Basilica del Santo -. afferma padre Svanera -.

Questo è motivo di soddisfazione e orgoglio, ma soprattutto di rinnovato impegno nel custodire e diffondere un patrimonio d’arte unico al mondo. Di più, per noi Chiesa diventa una opportunità per rinnovare una proposta di incontro con la fede che ha originato queste opere.

Ricordo l’immenso patrimonio rappresentato dalle sculture della tomba del Santo o Donatello nel presbiterio. Attraverso gli affreschi e l’intero scrigno d’arte rappresentato dalla Basilica vogliamo far emergere, oltre agli aspetti turistici, tecnici o culturali, la possibilità di incontro con Colui che in queste opere è significato. È la via dell’evangelizzazione attraverso la via pulchritudinis di cui parla papa Francesco in Evangelii gaudium.

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La Via della bellezza, che a partire dall’esperienza dell’incontro con la bellezza dell’arte che suscita stupore, può aprire la strada della ricerca di Dio e disporre il cuore e la mente all’incontro col Cristo”.

Se le ricadute di Urbs picta sono dirette e immediate per il quartiere centro, dove si trovano gli otto siti, non appare così scontato, invece, per le altre zone
della città. I quartieri chiedono a gran voce che il Sigillo Urbs picta si trasformi in opportunità per tutta Padova.

Silvia Bresin, presidente della Consulta 3A: “È un grande risultato per la città, ma forse viene sentito poco nelle cosiddette “periferie”. Viene reputato“cosa” del centro. A mio avviso, invece, porterà ricadute anche al di fuori.

Bisognerebbe, allora, puntare sulle “piccole” bellezze che ci sono nei quartieri creando magari, proprio sull’onda di Urbs picta, degli itinerari turistico culturali che passino anche attraverso i rioni.

A Padova ci sono tanti luoghi, edifici, angoli non ancora conosciuti. Mi vien da pensare a tutta l’area di via Savonarola e via Wiel dove si trova il meraviglioso cimitero ebraico, Riviera San Benedetto, ma anche il Bastione Alicorno a Città Giardino”.

Sulla necessità di una Urbs picta che faccia conoscere le periferie interviene Etta Andrella, presidente della Consulta 2 Nord: “Mai avuto dubbi sul riconoscimento UNESCO: ‘se l’hanno dato alle Colline del Prosecco, vuoi che non lo diano a Giotto?’, mi son sempre detta.

Non sarà facile portare i turisti, ad esempio da noi all’Arcella o in altre periferie, se non si creano parallelamente percorsi culturali, turistici ed enogastronomici capaci di attrarre i visitatori.

Un’altra suggestione è quella di collegare, come avviene all’estero, l’arte antica alla contemporaneità, Urbs picta alle opere attuali come le espressioni, numerose a Padova, di street art. Si potrebbero dedicare percorsi inediti per far conoscere entrambe le forme artistiche”.

Nicoletta Masetto

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