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Treviso, dagli stadi con Jovanotti all’Hub vaccinale

Iniziativa straordinaria ieri mattina all’Hub vaccinale della Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier di Treviso: dj Albert Marzinotto testimonial d’eccezione suona a bordo piscina durante la vaccinazione under 50: “Giovani vaccinatevi”.

Dove le parole non arrivano, parla la musica, un linguaggio universale capace di superare paure e barriere per arrivare, in questo caso, a sensibilizzare più giovani possibili sull’importanza della vaccinazione.

Il report: ad un mese dall’apertura dell’hub la categoria che si è maggiormente vaccinata è quella degli under 22: il 35,8%.

A metterci la faccia, e la sua musica, questa volta è Albert Marzinotto, il famoso dj che dopo aver suonato negli stadi per Jovanotti e in centinaia di club sparsi per lo stivale, ha cambiato set per una buona causa. Il giovane artista di origini veneziane, seguito da oltre 55mila follower su Facebook e quasi 37,4 mila su Instagram, martedì mattina ha suonato alcuni dei suoi brani più famosi durante le vaccinazioni negli spazi dell’hub di Monastier, il 6° hub pubblico dell’Aulss 2, il più atipico, ma anche il più ameno perché si trova a ridosso della piscina e in mezzo al verde di un parco curato e accogliente.

Ad aprire la sua performance la cantante e musicista trevigiana Alessandra Panizzo.

Il dj, vincitore nel 2015 del programma Sky TOP DJ e una carriera tutt’ora in forte ascesa in Italia e all’estero, è un punto di riferimento per tantissimi giovani che lo seguono sia per il suo indubbio talento (la sua carriera da dj è cominciata quando lui era appena tredicenne) e per essere sicuramente un modello veneto di successo.
L’esibizione ha piacevolmente stupito quanti in quel momento stavano sottoponendosi alla dose di vaccino e ha rappresentato l’occasione anche per lanciare un messaggio chiaro: “Se vogliamo continuare a divertirci, a stare insieme e a riprendere i concerti, vacciniamoci per il bene nostro e di quelli che ci stanno accanto. Io mi sono vaccinato, senza paura, anzi ora mi sento molto più sereno. Fatelo anche voi”. Ha detto Albert al microfono.
Un palcoscenico, il suo, del tutto particolare anche se l’hub di Monastier, pur essendo proprio a ridosso del Presidio Ospedaliero, si è prestato bene per questo straordinario evento dedicato in particolare ai millennials.
“Albert è l’emblema di una generazione che, consapevole delle sue grandi doti, ha deciso di metterle al servizio degli altri a titolo completamente gratuitoha commentato Matteo Geretto Responsabile Sviluppo e Comunicazione della Casa di Cura “Giovanni XXIII. “Quando, durante una sua esibizione a Jesolo mi ha parlato delle sue intenzioni abbiamo accettato con entusiasmo la sua proposta non solo perché la musica può rendere tutto più lieto ma anche perché siamo consapevoli, come presidio ospedaliero dell’importanza di sensibilizzare più persone possibili sull’importanza del vaccino.” Conclude Matteo Geretto.
Quello della vaccinazione è un tema caldo, che però è stato ben compreso dai tanti ragazzi che hanno finora aderito con serietà e fiducia alla campagna vaccinale. I numeri, all’hub di Monastier infatti parlano chiaro, perché ad un mese circa di attività è proprio la categoria under 22 ad aver compreso la necessità di proteggersi dal virus con il vaccino. Delle 5859 persone (il 99,3% under 50)
  • il 35,8% ha tra i 12 e i 22 anni,
  • il 29,3% tra i 23 e i 32 anni,
  • il 23,3% ha tra i 33 e 42 anni e
  • l’11% tra i 43 e 50 anni.
 “Il vaccino è l’unica arma efficace contro Sars-Cov-2. Protegge noi stessi e chi ci vive accanto;  riduce le ospedalizzazioni consentendo le cure di chi soffre di patologie acute o croniche diverse da covid-19 e non ci fa ammalare gravemente fino alla morte in una percentuale vicina al 100% dei vaccinati” – ribadisce il dottor Marco Bassanello covid manager del presidio ospedaliero Giovanni XXIII di Monastier.-  “e siamo certi che la comunità scientifica troverà anche altri metodi efficaci e sicuri contro questa sciagura per l’umanità intera. Impariamo dunque dai nostri giovani che stanno rispondendo alla grande a questo invito di civiltà” conclude il dottor Marco Bassanello,
E se dunque il vaccino ci aiuta a combattere questo terribile virus, la musica è stato il nostro antidoto alla paura. Almeno qui, almeno per oggi.

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