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Treviso, un Masterplan per la mobilità lenta

Treviso, i venti Comuni dell’Ipa Marca trevigiana uniti con un unico obiettivo: un Masterplan per la “mobilità lenta” dalle vie Romane alla Treviso-Torcello

Andrea de Checchi

Coordinare e indirizzare a livello sovracomunale la pianificazione e lo sviluppo della mobilità ciclabile e di itinerari turistici capaci di integrare storia, natura e viabilità. Questo l’obiettivo del Masterplan presentato nei giorni scorsi all’auditorium di Santa Caterina dal Comune di Treviso, capofila del progetto, a diciannove comuni dell’Ipa Marca Trevigiana, per un totale di 315mila abitanti: Carbonera, Casale sul Sile, Casier, Maserada sul Piave, Mogliano Veneto, Morgano, Paese, Ponzano Veneto, Povegliano, Preganziol, Quinto di Treviso, Roncade, San Biagio di Callalta, Silea, Villorba, Arcade, Breda di Piave, Monastier e Spresiano. Il masterplan, finalizzato all’ottimizzazione dei futuri interventi pubblici, da un lato punta all’analisi degli aspetti della messa in sicurezza dei ciclisti e dei cittadini nei tratti ciclabili e negli itinerari turistici già esistenti e dall’altro pianifica una messa in relazione delle rete delle ciclabili e degli itinerari con i luoghi turistici, anche fra quelli individuati dalla Regione del Veneto, per aumentare la sicurezza sia per i visitatori che per quei cittadini che tutti i giorni utilizzano i circuiti per i collegamenti urbani, periurbani e intercomunali. Dieci gli itinerari che vengono individuati nel progetto, che pone al proprio centro la mobilità lenta: si parte dalla strada napoleonica che connette le ville venete fra Treviso e Venezia, il Terraglio; si prosegue con la Treviso-Ostiglia, itinerario lungo l’ex ferrovia che unisce Treviso a Grisignano di Zocco; c’è poi la Treviso-Montello, itinerario che congiunge il capoluogo della Marca con il Montello e con le colline del Prosecco, patrimonio dell’Unesco; e ancora, la Monaco-Venezia, la Piave e la Grande Guerra, la Piave e i luoghi di Ernest Hemingway e Goffredo Parise; non può mancare naturalmente il Girasile, che dal Parco regionale del fiume Sile consente di raggiungere le località balneari di Jesolo e del Cavallino; le vie Romane, con la via Claudia Augusta-Altinate, la via Annia e la via Postumia; infine l’affascinante itinerario nautico sul Sile, che dal porto di Treviso e Silea arriva fino a Torcello.

Il ruolo fondamentale dell’Ipa Marca Trevigiana sarà sia quello di creare nuovi servizi sia di intercettare fondi per lo sviluppo.

Il masterplan – spiega il vicesindaco di Treviso Andrea De Checchimette al centro la mobilità lenta che, allo stato attuale, rappresenta il percorso principale che enti locali devono intraprendere per abbattere i grandi volumi di traffico. Puntare sulla mobilità ciclabile – aggiunge – comporta un vero e proprio cambio di mentalità e deve essere pensata e vissuta proprio come i collegamenti stradali, con servizi collegati, dalla sosta alle aree attrezzate”.

Per Alessandro Manera, assessore alla politiche ambientale e ai fondi Ue e Next Generation, quello del masterplan “è un progetto che evidenzia una strategia mirata e capace di mettere a sistema le varie componenti della realtà trevigiana”, con lo scopo di intercettare finanziamenti regionali ma soprattutto quelli della nuova programmazione europea.

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