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Vicenza, rush finale per l’alta velocità: il progetto dev’essere presentato entro fine mese

L’alta velocità rovina le ferie al sindaco, che è rientrato in città per partecipare agli incontri con Iricav

Francesco Rucco, sindaco di Vicenza dal 2018 e presidente della Provincia

L’alta velocità gli ha rovinato le ferie. Complice – a dire la verità – anche il caldo infernale e la folla sulla spiaggia di Santa Cesarea nel Salento, il sindaco Rucco è tornato a Vicenza e ha preso parte a una serie di incontri con il consorzio Iricav per definire i dettagli del progetto. C’è fretta, perché i documenti devono essere presentati entro fine mese. Questa, vale a dire il rispetto dei tempi, è la novità più importante relativamente all’alta velocità vicentina: siamo al rush finale per il progetto della parte ovest del tracciato che, come spiega il sindaco, comprende anche le compensazioni relative a tutto il tratto. A iniziare dal filobus, che Rucco porta avanti in quanto eredità della precedente amministrazione, ma sul quale – personalmente – non nasconde qualche dubbio. Ma non intende rimettere in discussione alcunché, anzi.

Rucco risponde a Rebecca: “C’è fretta, dobbiamo chiudere. Non possiamo andare avanti a parlare ancora. Trent’anni di discussioni sono bastati”

A chi sostiene che il Comune debba proseguire nel confronto con le categorie economiche, vale a dire il presidente dell’Ascom, Sergio Rebecca, che ha inviato una lettera in questo senso, pubblicata da “Il Giornale di Vicenza”, il sindaco risponde che non c’è tempo: “Se proseguiamo con la concertazione – taglia corto – questa opera non la inizieremo mai. Trent’anni di discussioni sono bastate”.

In prospettiva ravvicinata c’è anche l’incarico all’Iricav per la progettazione della parte ovest del tracciato, che potrebbe arrivare già a settembre, quindi nel giro di poche settimane, e potrebbe essere un incarico per la progettazione definitiva, non solo di massima.

I cantieri, sempre per la parte ovest, potrebbero partire già l’anno prossimo, con la prospettiva di concluderli nell’arco di quattro anni. Rucco si rende conto della portata del lavoro e avverte i concittadini di prepararsi ad avere pazienza: “Sarà un cantiere che stravolgerà la città”.

Uno degli argomenti al centro della discussione è l’abbattimento del Palakiss in zona Fiera

Uno degli argomenti che sono stati affrontati negli incontri che ha avuto in questi giorni è anche la demolizione del Palakiss di fronte per fare posto ai binari: è una struttura privata, ma la Fiera guarda a quegli spazi per allargare il suo spazio vitale. Naturalmente, si parla di demolizione per poi ricostruire la struttura a distanza compatibile una volta realizzato il tracciato ferroviario. “C’è però – sottolinea il sindaco – un documento votato dal Consiglio comunale che chiede di salvare il Palakiss e devo attenermi a questa indicazione”.

L’Iricav ha affittato due piani nel complesso in via Framarin: saranno a disposizione dei cinquanta dipendenti che seguiranno il cantiere vicentino

Un’immagine del complesso di via Btg. Framarin, già sede della Banca Popolare di Vicenza

Quanto siano stretti i tempi lo conferma anche un altro indizio. Il consorzio Iricav ha già preso in affitto due piani del fabbricato retrostante la sede della ex Banca Popolare in viale Framarin, comunque all’interno del complesso. Vi insedierà i suoi dipendenti, una cinquantina, che avranno lì la loro sede operativa per la durata delle operazioni preliminari al cantiere e naturalmente durante i lavori. Si parla, quindi, di anni.

Quell’immobile attualmente è di proprietà di una società che fa capo a Umberto Lago, commercialista, che nell’ultima fase dell’amministrazione Variati era stato nominato amministratore unico di Aim energy al posto di Otello Dalla Rosa. La vendita – e contestualmente l’acquisto – sono stati del tutto legittimi. Dopo l’acquisto da parte della banca Terre Venete di un altro pezzo del complesso, quello che si affaccia su viale Mazzini, è anche questo il segno della rinascita di un pezzo di città che si riteneva defunto dopo il crack della Popolare.

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